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A Monforte d’Alba l’estremo saluto a Elvira Boggione, capostipite dell’azienda “Conterno Fantino”

Il mondo del vino perde un’altra figura che ha sempre lavorato dietro le quinte prendendosi cura dei nipoti Claudio Conterno e del genero Guido Fantino che, nel 1982, hanno fondato la “Conterno Fantino” conosciuta cantina di Monforte d’Alba.

È mancata all’età di 85 anni Elvira Boggione che, con la sorella Marina, è stata la capostipite di questa importante azienda vitivinicola. La donna ha sempre abitato nella cascina di località Ginestra, sulla collina dell’omonimo famoso Barolo Sorì Ginestra.

Elvira lascia i figli Diego, Alda, Daniela e Nadia, il fratello Ernesto, e parenti tutti. Stasera (martedì 24 maggio), alle 20,30, è in programma il santo rosario nella parrocchia di Monforte d’Alba, dove, alle ore 10 di domani, si svolgeranno i funerali.



La figlia Alda, a nome della famiglia, la ricorda così: «Mamma è stata una persona molto semplice, umile che ha incarnato quella generazione che ha vissuto di pane e lavoro, molto attenta e dedita alla famiglia. Ci ha lasciato dei grandi valori che sono stati la nostra base, e ci ha insegnato tanto. Per noi è stata un grande esempio di madre, di nonna, di bisnonna, di moglie. Una persona discreta, educata, attenta al prossimo nonostante magari la stanchezza in certi momenti».

Il nipote Claudio Conterno ricorda la zia con grande affetto e gratitudine: «Mia mamma Marina e sua sorella Elvira avevamo sposato due fratelli e, fin da piccolo, ho imparato ad apprezzarle entrambe. Per me è come aver avuto due mamme. Ora si rincontreranno in cielo dove ricorderanno sicuramente la loro vita fatta di lavoro, di prendersi cura di noi nelle faccende di casa, della loro grande pazienza, bontà e tenacia nell’affrontare la vita.

Mia zia Elvira è stata fino all’ultimo una donna instancabile. Con lei finisce la generazione dei nostri vecchi, le cui memorie resteranno per sempre nei nostri cuori ed in quelli delle persone che le hanno conosciute. Grazie zia per la tua gentilezza e per ciò che mi hai insegnato».

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