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AGORÀ DEMOCRATICHE – IL SEMPRE PIÙ PRECARIO DIRITTO ALLA SALUTE IN PIEMONTE. L’URGENZA DI UNA NUOVA POLITICA DI INVESTIMENTI IN STRUTTURE E PERSONALE SANITARIO (21 maggio)

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AGORÀ DEMOCRATICHE – IL SEMPRE PIÙ PRECARIO DIRITTO ALLA SALUTE IN PIEMONTE. L’URGENZA DI UNA NUOVA POLITICA DI INVESTIMENTI IN STRUTTURE E PERSONALE SANITARIO (21 maggio)

Mag 18, 2022

IL SEMPRE PIÙ PRECARIO DIRITTO ALLA SALUTE IN PIEMONTE. L’URGENZA DI UNA NUOVA POLITICA DI INVESTIMENTI IN STRUTTURE E PERSONALE SANITARIO

sabato 21 maggio 2022 alle ore 10 a Torino, presso ASD Fortino, via del Fortino 20

puoi collegarti qui: https://decidim.agorademocratiche.it/processes/italia-che-vogliamo/f/68/meetings/851

Viviamo anni difficili a causa del contesto internazionale e della crisi economica, ma ancora di più a causa della pandemia da COVID 19 che, da un lato, ha fatto emergere con forza l’importanza della sanità pubblica universale e la forza del nostro sistema nazionale, dall’altro, con altrettanta forza, ha fatto emergere i limiti di questo modello se non adeguatamente sostenuto nel tempo. La “debolezza” della sanità territoriale e in generale la carenza di personale sono le due questioni principali dalle quali partire per una riflessione più ampia sul futuro del sistema sanitario pubblico, alle quali affiancare certamente il tema dell’innovazione tecnologica.

L’Europa ha raccolto questa sfida con le risorse del Next Generation EU, che destina molte risorse comunitarie per la realizzazione delle Case della Comunità e Centrali Operative Territoriali, l’ammodernamento della rete ospedaliera e per la creazione di infrastrutture tecnologiche moderne che sappiano rispondere efficacemente ai bisogni di salute della popolazione. Affinché la riorganizzazione e lo sviluppo dell’assistenza socio-sanitaria integrata territoriale possa davvero realizzarsi è però necessario un finanziamento adeguato per l’assunzione del personale sanitario nel SSN. Le misure per il rafforzamento della rete dei servizi territoriali e ospedalieri senza un potenziamento del personale destinato alla realizzazione delle attività socio-sanitarie non solo saranno inefficaci, ma favoriranno la deriva verso la sanità privata come strumento sostitutivo, e non complementare, della sanità pubblica.

I problemi sono evidenti anche in Piemonte, dove tra il 2009 e il 2017 il personale è sceso da 59.108 a 55.155 unità, generando maggiori carichi di lavoro e inefficienze come l’allungamento delle liste d’attesa. Una situazione limite che il Covid ha fatto esplodere e che oggi non è più sostenibile se si pensa, ad esempio, ai tempi biblici per visite e interventi chirurgici o ai pronto soccorso affidati alle cooperative. Tutto ciò richiederebbe un governo regionale capace di programmare con serietà i prossimi decenni, ma che ha visto invece una Giunta procedere senza una visione di insieme e paralizzando quanto già deciso per tensioni interne alla maggioranza come nel caso di alcuni presidi ospedalieri già autorizzati o addirittura finanziati.

Oggi più che mai, quindi, è urgente discutere sulla programmazione di un piano straordinario di assunzioni per i servizi della sanità pubblica che scongiuri fattivamente la privatizzazione della cura e dell’assistenza. Affinché questo sia possibile è necessario rivedere le politiche relative alla formazione delle figure socio-sanitarie, evitando il dramma dell’imbuto formativo, ma soprattutto aumentare il Fondo Sanitario Nazionale in maniera strutturale, così che le Regioni siano messe nella condizione di assumere il personale necessario. Si deve agire oggi per avere, ancora, una sanità pubblica domani

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