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Balneari, arriva il “rattoppo” del governo. Slitta al 31 dicembre 2024 la scadenza delle concessioni

Palazzo Chigi prova a mettere una ‘pezza’ sulla Bolkestein. Il governo ha formulato un’ipotesi di mediazione sul nodo balneari. Il testo, a quanto si apprende, è stato inviato a tutti i gruppi. In sostanza si procederebbe a una proroga fino al 31 dicembre 2024 e a un indennizzo per la perdita dell’avviamento. Calcolato in riferimento alle scritture contabili e a una perizia giurata.

Balneari, il governo prova a mettere una pezza

All’articolo due si dice che: “In presenza di ragioni che impediscano la conclusione della procedura selettiva entro il 31 dicembre 2024, l’autorità competente può differire il termine di scadenza delle concessioni in essere. Per il tempo strettamente necessario alla conclusione della procedura. E, comunque, non oltre il 31 dicembre 2024″. Tra gli ostacoli sono compresi:  la presenza di un contenzioso o difficoltà oggettive legate all’espletamento della procedura stessa”.  Fino al 2024 l’occupazione dell’area demaniale da parte del concessionario uscente è comunque legittima.

Indennizzo per chi perde l’attività

In un altro comma il testo definisce i “criteri uniformi per la quantificazione dell’indennizzo da riconoscere al concessionario uscente. Posto a carico del concessionario subentrante. In ragione della perdita dell’avviamento connesso ad attività commerciali o di interesse turistico. Del valore residuo dei beni immobili oggetto di investimenti per l’esercizio dell’impresa. Calcolato sulla base delle scritture contabili. Ovvero di perizia giurata redatta da un professionista abilitato. Che ne attesta la consistenza. Sempre che sussista un titolo legittimo per i beni per la cui realizzazione o utilizzo nell’attività di impresa sia richiesto un titolo abilitativo. Compresa, ove prevista, la comunicazione o la segnalazione dell’autorità amministrativa”.

Confcommercio: serve una norma quadro

Basterà il compromesso del governo Draghi a mettere a tacere le preoccupazioni dei gestori di stabilimenti balneari? A tutelarli dalla concorrenza europea? Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, chiede una norma quadro. “Che valorizzi il lavoro di tante famiglie, tante donne e tanti giovani. Che chiedono soltanto giusto indennizzo e un congruo periodo transitorio. Così come sostiene il nostro Antonio Capacchione presidente nazionale dei balneari”. In queste ore prosegue il confronto serrato. “Dentro un perimetro stretto nei tempi, che invero un tema così complesso avrebbe richiesto un supplemento di condivisione. Noi siamo a favore della concorrenza. Ma va salvaguardato il contributo che queste imprese hanno finora assicurato ad una esperienza turistica di successo”.

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