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Bonus libri dal Miur per il nuovo anno scolastico anche in Piemonte

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BONUS LIBRI Il nuovo anno scolastico è alle porte e il materiale scolastico può rappresentare una spesa non indifferente per le famiglie, che però possono godere di sostegni economici. Per il nuovo anno scolastico il Miur ha messo a disposizione circa 30 milioni di euro in più per il bonus scuola rispetto all’anno scorso, aumentando l’importo degli aiuti di circa il 30 per cento.

La piattaforma di apprendimento Preply ha condotto una ricerca al fine di paragonare i criteri di ottenimento del bonus scuola nelle varie regioni evidenziando i cambiamenti rispetto all’anno scolastico 2021-2022. Il Friuli Venezia Giulia è la regione che ha permesso l’Isee più alto per accedere ai fondi statali: sotto i 33mila euro annui. Inoltre, fornisce i libri in comodato d’uso fino alla seconda superiore e aiuta le famiglie degli alunni che proseguono gli studi in base al reddito annuo. Secondo posto per il Piemonte che ha erogato il bonus alle famiglie con un reddito minore di 26mila euro e che non prevede altre forme di sostegno e terzo per il Veneto, dove il tetto massimo è stato fissato a 18mila.

Per Calabria, Umbria, Puglia, Marche, Sicilia e Molise si può ottenere il bonus superando di poco i 10 mila. Altra storia per la Valle d’Aosta dove i libri di testo verranno forniti in comodato gratuito per tutti gli alunni di ogni ordine e grado. Per gli studenti valdostani che dovranno frequentare le scuole fuori regione è previsto un rimborso spese. Anche nelle province autonome di Trento e Bolzano i libri vengono forniti in comodato gratuito fino alla classe seconda delle superiori, mentre è previsto un aiuto di 150 euro per l’acquisto dei libri degli ultimi anni.

Secondo Preply, saranno il Friuli Venezia Giulia (102 per cento), l’Umbria (95 per cento) e il Veneto (67 per cento) le regioni che beneficeranno di questo aumento registrando percentuali significative di incremento rispetto all’anno precedente. Mentre solo le Marche (meno 11 per cento) e la Toscana (meno 1 per cento) riceveranno meno denaro dell’anno scolastico appena trascorso.

Elisa Rossanino

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