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Caccia di selezione al cinghiale, ANLC Cuneo interroga la Regione: “Ci dica dove fare le prove di tiro”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota:

La Regione Piemonte anche a seguito dell’annosa problematica connessa alla PSA (Peste Suina Africana) al fine del depopolamento dei cinghiali presenti sul territorio della Provincia di Cuneo ha maggiormente sviluppato ed ampliato la caccia di selezione.

Tuttavia tale caccia porta una limitazione legislativa che questa Associazione Venatoria ha più volte sollevato, fin dalla sua approvazione nel 2018, che negli anni ha penalizzato fortemente i cacciatori della stessa provincia di Cuneo.

Ci si riferisce alla prova di tiro obbligatoria e prevista dalla legge regionale 5/2018 la quale prevede che il cacciatore debba effettuare la prova presso un poligono abilitato al fine di conseguire l’attestato utile all’esercizio venatorio in selezione e valevole per 5 anni.

Nulla di difficile, se si trattasse di trovare un poligono per effettuare tale prova, ricevere l’attestato e dirigersi presso gli uffici degli ATC e CA per il ritiro del tesserino, ma i cacciatori cuneesi negli ultimi due anni seppur avendo effettuato una prova presso un poligono, si sono visti negare la possibilità di esercitare l’attività in selezione perché la Regione Piemonte o la stessa Questura di Cuneo ha ritenuto questi poligoni non conformi al rilascio per quanto previsto in legge.

Alla Regione Piemonte che ha emanato tale legge e che successivamente con regolamento regionale aveva normato tale disposizione, si era chiesto fin dal lontano 2018 di istituire una procedura per l’accreditamento dei poligoni tanto da avere la certezza per il cacciatore di assolvere alla legge e procedere nel contempo ad esercitare l’attività venatoria in selezione ma ad oggi attendiamo ancora una risposta.

Allo stesso tempo questa Associazione aveva anche sollevato il problema assicurativo perché in caso di sinistro avvenuto durante l’attività venatoria in selezione in possesso di un attestato di prova ritenuto non conforme, equivarrebbe ad un esercizio venatorio in difformità di legge ma, anche in questo caso l’importate è incassare da parte degli ATC e CA le onerose quote di partecipazione alla caccia di selezione lasciando il cacciatore in balia degli eventi.

Resta paradossale inoltre che gli stessi ATC e CA, ai quali la stessa Regione Piemonte demanda l’attestazione e la verifica della prova di tiro prima del rilascio del tesserino non si domandino anche loro in caso di sinistro quali conseguenze potrebbero aver in capo, considerato che l’autorizzazione finale viene rilasciata da parte loro e che dovrebbero aver la certezza che il cacciatore abbia assolto tutte le disposizioni di legge.

Si auspica pertanto che a tutti i comunicati fatti dalla Regione Piemonte circa la necessità di esercizio venatorio in selezione al cinghiale, nonché le Associazione di categoria degli agricoltori esasperati dall’ ingenti danni, i Sindaci dei comuni della Provincia di Cuneo, si facciano carico di richiedere alla Regione Piemonte una modifica della legge, abrogando art. 12 comma 6 legge regionale 5/2018 e relativa prova o, diversamente che venga prevista una procedura tale da rendere pubblici i poligoni abilitati al rilascio di suddetta prova.

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