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Cannoli siciliani: ecco i luoghi dove poter gustare i più buoni in circolazione

Il cannolo è uno dei dolci d’eccellenza di tutta la Sicilia. Amato da tutti gli Italiani, viene consumato da migliaia di turisti e non. Ma ci sono cannoli che riusciranno a stupirvi per la loro bontà. Vediamo dove possiamo trovarli!

Extrabar, piana degli Albanesi

A Piana degli Albanesi, in provincia di Palermo, due cose si notano subito. O meglio, si nota la doppia lingua delle insegne, ossia italiano e albanese, e sicuramente il profumo di cannoli che si respira nell’aria. La doppia lingua è una bizzarra abitudine che risale a seicento anni fa. In piazza Vittorio Emanuele c’è il laboratorio del primo bar che s’incontra a Piana, l’Extrabar. Ma identico profumo arriva dal bar Cuccia, dal bar Di Noto, dall’Antico bar dello Sport. Le cialde sono impastate con farina, strutto, vino e uovo nella giuntura. Dimensioni abbondanti. Colore della scorza, spessa il giusto, leggermente scuro. Bolle in evidenza. La ricotta è setacciata con zucchero e miele. I pascoli da cui proviene si vedono dalla piazza, alzando lo sguardo verso l’unico monte che spunta tra i balconi.

Caffè battaglia, Nicosia

Croccante ma non dura. Sottile e fresca. Delicata e con le bolle che rimandano all’idea di qualcosa che frigge ancora. Come la scorza che potrete trovare in alcuni posti dell’entroterra Siciliano. Santo Battaglia, titolare di questo minuscolo bar a Nicosia, impasta e farcisce cannoli da quando aveva otto anni. Dentro, secondo ciò che lui riporta, ci metterebbe del vino, grappa, e lo zucchero. Tira la pasta sottile, crea forme tonde tonde, le arrotola nelle cannule di canna, cambia e ricambia l’olio e lo strutto, perché si deve sentire che la purezza della sua frittura.

Pasticceria Costa, Palermo

Una cosa, di certo è sicura: i palermitani amano i cannoli più di ogni altro siciliano. Niente bolle esplosive nella crosta, casomai bollicine da perlage. Dimensioni regolari, gole profonde in cerca di grandezze inopportune vade retro. Sebbene, un cannolo meno tozzo, starebbe meglio nella versione palermitana di Sex and the City. Ricotta grezza, nel senso di non esageratamente lavorata, e sapore deciso. All’altezza i canditi, profumati e morbidi.

Bar Pegaso, Messina

La forma del cannolo di Messina ricorda un “buddace”. Così chiamiamo in Sicilia un (poco noto) pesce del Tirreno, lo sciarrano, facile all’abbocco per via della grande bocca. Caratteristica che induce i catanesi a celiare sul carattere dei corregionali, facili alle vanterie e pure ad abboccare. Ecco, secondo i catanesi i messinesi sono “buddaci”. Sgranocchiare la scorza sottile e appuntita è una gioia. Piacciono anche la ricotta liscia e delicata o la crema pasticciera. Entrambe ornate da insolite nocciole sbriciolate.

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