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Carlo Verdone e Sangiovanni insieme per la seconda stagione di “Vita da Carlo” – TvZoom

Un Sacco Verdone

La Stampa, di Michela Tamburrino, pag. 30

Tutto cambia per Carlo Verdone, perché tutto resti come prima. A rimanere immutato è l’affaccio su Roma riflesso in 4K, il terrazzo, le foto di figli, amici, maestri, lo studio ricolmo di libri. Ma la seconda stagione di Vita da Carlo è passata da Amazon a Paramount e l’appartamento è ricostruito ad arte dallo scenografo Giuliano Pannuti. Verdone mostra il set come fossero le sue stanze: «Ci sono elementi di casa mia al Gianicolo e c’è il sapore della mia casa di campagna, le mie foto, la dedica di Vasco Rossi, io e Troisi. Ho chiesto se qualcuno fosse andato a casa a fotografare. Sospetto una collusione con la governante». La storia parte da dove ci eravamo lasciati, cioè «dall’impossibilità di buttarmi in politica, troppo crudele, troppo lontana da me. Mi avevano proposto di candidarmi a sindaco di Roma solo perché i sondaggi mi davano vincitore. Io, che in un primo momento mi ero fatto abbindolare, rifiuto. A questo punto devo ricostruirmi una vita e penso che l’unica strada sia buttarmi nella complicatissima impresa del film d’autore, da solo regista e mi viene l’idea di una storia intimista». Qui si entra nel film nel film: Verdone attinge da un suo libro, La carezza della memoria. Torna la terrazza ma stavolta condominiale, quella di Lungotevere a Roma che fu la casa difamiglia, fotografato da una certa Maria F., una prostituta che Carlo conobbe per caso e di cui si invaghì per un breve periodo. Ecco, un film su di lei, Maria F. «Ma il solito produttore non cista, un film dove non si ride non vende niente, mi urla, con la tenerezza non si mangia, insiste».

Allora il produttore domanda alla figlia il nome di un ragazzo, quello che ha più follower in assoluto sui social per metterlo a interpretare Verdone da giovane. Il ragazzo è Sangiovanni, il cantante uscito dalla scuola di Maria De Filippi. «Lui sarebbe anche propenso, io lo vedo troppo diverso da me, il film pare diventi un racconto romanzato, ilragazzo non va d’accordo con le attrici coetanee molto più scafate di lui. Ma quando tutto sembraperduto, allora succede qualcosa». Nel cast ci sono Monica Guerritore che interpretala moglie di Verdone, Caterina De Angelis, Ludovica Martino, Stefania Rocca, una nuova fiamma di Carlo, una scrittrice tipo Amelie, e Sangiovanni «anima poetica», Max Tortora, il suo migliore amico e Mita Medici. E poi una sfilata di guest star, nei panni di loro stessi, Maria De Filippi, Ibrahimovic, Christian De Sica, Claudia Gerini incontrata sul set di Gabriele Muccino (altra apparizione). «Con Gerini ci rincontreremo dopo tanti anni, pensavamo di p2ssare una giornata meravigliosa che invece si rivela un inferno, un momento Mucciniano tra urla e botte». Delle manie di Verdone c’è traccia nel film?: «Manie ne ho sempre, però un po’ meno. Il Verdone bersagliato dagli eventi è un motivo conduttore della mia vita, sempre scanditadaproblemi». E Sangiovanni? «Rappresenta la gioventù che va decifrata. In questa stagione anche Roma non è più tanto invadente, pesa maggiormente il rapporto con gli altri». Tra gli altri, ecco appunto Sangiovanni: «Sono me stesso, timido, indeciso, malinconico, fragile e Verdone ha paura della mia fragilità. Nella vita io sono passato da un banco di scuola a tutto questo in poco tempo e guardo Carlo e la sua grande cultura del lavoro, un esempio gigante». Pare venga fuori da un film di Godard, sostiene Verdone.

(Continua su La Stampa)

(Nella foto Carlo Verdone)

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