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Caro bollette, in Friuli Venezia Giulia si prospetta aumento di 12 milioni di euro. Rosolen: settimana corta? Decisione spetta alle scuole – Orizzonte Scuola Notizie

L’aumento dei costi dell’energia elettrica e del gas inciderà anche sulle utenze degli istituti scolastici con stime per il 2023 che rasentano, in alcuni casi, il doppio dei costi sostenuti nell’anno in corso. E’ quanto è emerso oggi dall’audizione in VI Commissione dei direttori degli Enti di decentramento regionale (Edr) che gestiscono le scuole secondarie di secondo grado delle quattro ex province, oltre ai dirigenti degli istituti scolastici, ai rappresentanti degli studenti e dell’Anci del Friuli Venezia Giulia.

“Sono stati fatti investimenti per l’efficientemente energetico e l’adeguamento sismico degli edifici, con un grande lavoro che in due anni ha impresso un cambio di passo apprezzato da scuole e sindaci” ha detto l’assessore all’istruzione Alessia Rosolen. “Grazie a una stretta sinergia con gli assessori alle Infrastrutture e territorio, competente per l’edilizia scolastica, e alle Autonomie locali, per quanto riguarda le concertazioni con i Comuni, la Regione è in grado di avere una mappatura delle esigenze delle scuole su tutto il territorio regionale”.

Per il 2022 – fa sapere la regione in una nota  -, grazie all’intervento della Regione in fase di assestamento, i bilanci degli Edr saranno chiusi secondo i computi già fatti, salvo per l’Edr di Udine che ha richiesto uno stanziamento ulteriore di 400mila euro di fondi regionali per fronteggiare il pagamento delle bollette di dicembre.

Con 65 edifici scolastici a carico, l’Edr di Udine spenderà quest’anno per elettricità e riscaldamento circa 11 milioni di euro (ne erano stati previsti 10 milioni e 600mila). Le previsioni per il 2023, stando alle attuali proiezioni del Title Transfer Facility di Amsterdam (Ttf, borsa virtuale dell’energia), proiettano la spesa attorno ai 16 milioni di euro.

A Pordenone l’Edr gestisce 13 istituti scolastici per un totale di 29 edifici. Se nel 2021 la spesa per il riscaldamento era stata di 1,4 milioni di euro e quella per l’energia di 563mila euro, ad oggi l’ipotesi di chiusura per l’anno in corso è di 2 milioni e 135mila euro per il riscaldamento e di 913mila euro per la luce (per un totale di 3 milioni e 48 mila euro). Bilancio che verrà chiuso grazie al ricorso ad alcuni avanzi di amministrazione. Per il 2023 si prospetta invece un raddoppio delle utenze da 3 a 6 milioni.

Simile la situazione per l’Edr di Trieste, con 26 edifici scolastici a carico: da 1,8 milioni di euro di spese gas e luce sostenute nel 2021 si è passati a 2,8 milioni nel 2022; le proiezioni per il 2023, seppure ancora improntate ad una prudente stima, parlano di un aumento di almeno un milione di euro, che porterebbe la spesa per utenze a 3,8 milioni.

Infine, l’Edr di Gorizia gestisce 16 edifici scolastici, dove il costo energetico è passato da poco meno di un milione di euro del 2021 a 1,8 milioni del 2022. La proiezione per il 2023 alza la spesa tra i 3 e i 3,2 milioni di euro. Anche Trieste e Gorizia saranno in grado per quest’anno di chiudere i bilanci con le risorse già a disposizione.

Quanto all’ipotesi di tagliare i consumi riducendo i giorni di apertura delle scuole, l’assessore all’Istruzione ha ribadito il rispetto dell’autonomia scolastica con riguardo alla definizione del calendario delle lezioni. Se il numero minimo di giorni di apertura deve essere infatti garantito dal calendario regionale, altri temi restano di competenza dei singoli istituti, quale la decisione di istituire per tutte le classi la settimana corta con sospensione delle lezioni il sabato. Una scelta – ha ricordato l’assessore – che deve tener conto delle esigenze di conciliazione dei tempi di lavoro delle famiglie.

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