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Caro energia, per bar e ristoranti serve una proroga al regime di maggior tutela

A dirlo è la Confcommercio, che chiede di inserire la misura già nel prossimo decreto aiuti. Il 31 dicembre dovrebbe infatti essere rimossa la tutela del prezzo dell’energia elettrica per le microimprese

A dirlo è la Confcommercio, che chiede di inserire la misura già nel prossimo decreto aiuti. Il 31 dicembre dovrebbe infatti essere rimossa la tutela del prezzo dell’energia elettrica per le microimprese

Di certezze in questo momento ce ne sono poche e servono interventi netti a tutela del tessuto economico del Paese. Questa volta è toccato a Confcommercio lanciare un appello per provare a porre un freno al caro energia. Il motivo è presto detto: il 31 dicembre verrà rimossa la tutela di prezzo dell’energia elettrica per le microimprese, tra cui bar e ristoranti, con il passaggio al mercato libero. Una situazione che rischia di portare ulteriori aggravi in bolletta. Così Confcommercio ha chiesto una proroga, in attesa di tempi migliori. 

Caro energia, per bar e ristoranti serve una proroga al regime di maggior tutela

Regime di maggior tutela: Confcommercio chiede una proroga 

«Le forti tensioni sui mercati energetici e la conseguente variabilità dei prezzi delle commodities a seguito del conflitto russo-ucraino, rendono indispensabile un differimento della data di rimozione della tutela di prezzo dell’energia elettrica per le microimprese prevista per la fine di quest’anno con il passaggio al mercato libero – si legge nella nota diffusa da Confcommercio – Un’eventualità che coinvolgerà circa 1,7 milioni di utenze, aggravando ulteriormente il peso della bolletta elettrica per gran parte del tessuto economico e produttivo del Paese. È, dunque, indispensabile prevedere una proroga dei termini con una norma che potrebbe già essere inserita nel nuovo decreto aiuti di prossima approvazione». 

Il mercato libero conviene meno alle imprese 

Secondo Confcommercio sono le stesse imprese a preferire il regime di maggior tutela. «Le imprese infatti – prosegue la nota – continuano a preferire la maggior tutela proprio perché fornisce maggiori certezze e garanzie in relazione al prezzo della fornitura, di fronte al forte rialzo dei valori all’ingrosso dell’energia elettrica a cui si sta assistendo in questi mesi. Del resto, i dati degli ultimi mesi confermano tale necessità. Secondo recenti rilevazioni dell’Osservatorio Energia Confcommercio, emerge chiaramente una minor convenienza del libero mercato rispetto al tutelato. A fine settembre 2022, la maggior tutela presenta valori più bassi rispetto a quelli del mercato libero: la tariffa elettrica, infatti, è di 0,66 €/kWh, mentre i prezzi del libero sono abbondantemente superiori a 0,75 €/kWh. Peraltro la crisi energetica sta mettendo a dura prova anche la sopravvivenza di decine di fornitori sul mercato libero che, con molta probabilità, non potranno continuare la loro attività nei prossimi mesi, creando così ulteriore instabilità a danno dei consumatori finali». 

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