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Chiara Gualzetti, uccisa a 16 anni dall’amico: dal carcere il gesto choc dell’assassino

Omicidio Chiara Gualzetti, dal carcere il gesto dell’assassino. Offesa alla memoria della 16enne di Monteveglio, centro del comune di Valsamoggia, accoltellata a morte da un suo amico nel giugno del 2021. Il 27 giugno era uscita e insieme ad Andrea si era allontanata, poi il ritrovamento del corpo e la conferma dell’omicidio.

Chiara Gualzetti era stata trovata senza vita, colpita a morte da un coltello, a Monteveglio, nel bosco dell’abazia, a due passi da casa. Durante la convalida del fermo, davanti al gip del Tribunale dei Minori, il 16enne aveva raccontato: “Alcuni giorni prima volevo ucciderla, ma assieme a noi c’erano altri ragazzi e ho dovuto rinviare”, poi aveva ripercorso i momenti del delitto e confermato di aver ucciso perché continuava a sentire “la voce di un demone che Chiara morisse”.

Omicidio Chiara Gualzetti

Omicidio Chiara Gualzetti, dal carcere il selfie dell’assassino

Da quel momento l’assassino si trova in un carcere minorile e in queste ore è scoppiato un nuovo caso. Un giovane ha pubblicato sul suo account Instagram un selfie che lo ritrae con l’assassino reo confesso di Chiara mentre fa il gesto della della vittoria. E l’imputato ha pubblicato anche un messaggio in cui parla di quello che gli sta accadendo. Andrea, oggi 17 anni, è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dai futili motivi e dalla minore età della vittima.

Omicidio Chiara Gualzetti, il selfie dell’assassino ha scatenato una pioggia di commenti da parte degli utenti ma tra questi si legge anche la risposta di un suo amico: “Fatevi i ca*** vostri, non sapete niente. Se avete le palle, entrate qua da noi in carcere, siete bravi a giudicare ma non sapete niente. Se sei così depressa da chiedere a uno di ammazzarti, ca*** tuoi. Sì, sì, parlate, ci stiamo facendo una bella galera”, con tanto di emoji con gli occhi a cuore. Sconvolto il padre di Chiara, che ha presentato denuncia ai carabinieri e si è lasciato andare a un lungo sfogo all’edizione bolognese di Repubblica.

“Sabato ero a casa, qualcuno mi ha girato gli screenshoot. Sono andato dai carabinieri perché ritengo offensive le cose che sono state pubblicate. Non mi pare normale che dei detenuti possano avere i cellulari e possano pubblicare quello che vogliono sui social. C’è una persona in galera che pubblica un commento del genere, che dice ‘se una persona è depressa e vuole morire cazzi suoi’. E l’assassino di mia figlia che fa la “V” di vittoria, con quella scritta e il cuore. Le foto mi sembrano inequivocabili, penso che faranno subito le indagini. Mi auguro vengano presi provvedimenti disciplinari severi, visto quel messaggio pubblicato sui social. È un’offesa, non trovo altre parole”, ha detto Vittorio Gualzetti.

“Mi urtava”. Chiara Gualzetti, i messaggi choc del suo assassino a un’amica: “L’ho presa a calci in testa”

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