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Colesterolo, a quale età iniziare a misurarlo?

Se il paziente è a basso rischio di malattie cardiache, la misurazione del colesterolo può iniziare all’età di 40 anni circa. In caso di presenza di fattori di rischio, è necessario anticipare e implementare i controlli

Se il paziente è a basso rischio di malattie cardiache, la misurazione del colesterolo può iniziare all’età di 40 anni circa. In caso di presenza di fattori di rischio, è necessario anticipare e implementare i controlli

Il colesterolo appartiene alla famiglia dei lipidi o grassi; è una delle componenti della membrana delle cellule ed è presente nel sangue e in tutti i tessuti. Viene in gran parte prodotto dall’organismo, mentre in minima parte viene introdotto con la dieta. In quantità fisiologiche, è indispensabile per la costruzione delle membrane cellulari ed è coinvolto in diversi processi fondamentali per il funzionamento dell’organismo. Quando i livelli circolanti sono alti, costituisce uno dei fattori di rischio maggiori per le malattie cardiovascolari. Humanitas Salute ne ha parlato con la dottoressa Tiziana Ammaturo, Cardiologa in Humanitas, in cui articolo che riportiamo qui di seguito integralmente.

Colesterolo, a quale età iniziare a misurarlo?

Il colesterolo presente nel sangue viene trasportato all’interno di strutture molecolari chiamate lipoproteine

Colesterolo Ldl e colesterolo Hdl: quali differenze?

Il colesterolo presente nel sangue viene trasportato all’interno di strutture molecolari chiamate lipoproteine. Si riconoscono almeno due tipi principali di lipoproteine: le lipoproteine a bassa densità o Ldl (Low Density Lipoprotein, da cui deriva la sigla), conosciute anche come colesterolo “cattivo”, e le lipoproteine ad alta densità o Hdl (High Density Lipoprotein), conosciute a loro volta come colesterolo “buono”. L’eccesso di colesterolo Ldl è un pericolo per la salute delle arterie perché queste lipoproteine, che trasportano l’eccesso di colesterolo dal fegato alle cellule del corpo attraverso le arterie, possono andare incontro a modificazioni strutturali – per es. ossidazione- con conseguente accumulo nelle pareti dei grossi vasi arteriosi. Tale processo, chiamato aterosclerosi, può portare nel tempo alla formazione di placche che ostruiscono o occludono il flusso sanguigno, con conseguenti rischi a carico del sistema cardiovascolare. Al contrario, le Hdl favoriscono la rimozione del colesterolo dal sangue e la sua eliminazione tramite i sali biliari.

Quando misurare i livelli di colesterolo?

Se il paziente è considerato a basso rischio di malattie cardiache, la misurazione del colesterolo dovrebbe iniziare all’età di 40 anni circa. In caso di presenza di fattori di rischio di malattie cardiovascolari quali diabete, obesità, abitudine al fumo, pressione arteriosa elevata e una storia familiare di malattie cardiache – come infarto o ictus – è necessario anticipare e implementare i controlli. La decisione su quando iniziare lo screening per il colesterolo dovrebbe essere discussa con il medico di base, nonostante le raccomandazioni generali, poiché i tempi di screening variano in base al paziente e alla differente storia clinica. Esistono infatti alcuni pazienti geneticamente predisposti a sviluppare l’ipercolesterolemia. In questo caso si parla di “ipercolesterolemia ereditaria o familiare” che è associata a una serie di mutazioni genetiche.

Quali sono i livelli di colesterolo ottimali? Attraverso un esame del sangue è possibile dosare i livelli di colesterolo totale, colesterolo Ldl e colesterolo Hdl. I valori sono espressi in milligrammi per decilitro (mg/dl) e sono associati a gradi differenti di rischio cardiovascolare. Livelli bassi di colesterolo totale e di colesterolo Ldl sono auspicabili, mentre sono desiderabili livelli alti di colesterolo Hdl.

  • Colesterolo totale (valori ottimali) < 190 mg/dL
  • Colesterolo Ldl (valori ottimali) < 55 mg/dL
  • Colesterolo Hdl (valori ottimali) > 40 mg/dL

Colesterolo alto: quali cibi mangiare e quali evitare?

In presenza di livelli di colesterolo elevati, la prima cosa da fare è analizzare la propria alimentazione con l’aiuto di uno specialista. In generale, vanno limitati gli alimenti ad alto contenuto di grassi animali quali burro, lardo, strutto, panna (meglio optare per olio extravergine di oliva), uova, frattaglie (fegato, cervello, reni), insaccati ad elevato contenuto in grassi saturi; oli vegetali saturi (palma e colza). Vanno limitati latte intero o condensato (meglio preferire latte scremato o parzialmente scremato), yogurt intero, formaggi ad elevato contenuto di grassi saturi. Da prediligere pesce, cereali, legumi, frutta e verdura (almeno 5 porzioni al giorno di queste ultime). Per quanto riguarda la cottura degli alimenti, bollitura, cottura a vapore, grigliatura e cottura al microonde non necessitano l’aggiunta di ulteriori grassi, perciò sono da considerarsi ideali. Da evitare, invece, la frittura.

Colesterolo alto e stile di vita

Per evitare di incorrere in problematiche legate all’aumento di colesterolo, fondamentale è impegnarsi a correggere il proprio stile di vita oltre che quello alimentare. È consigliato infatti effettuare esercizio fisico regolare aerobico per almeno mezz’ora al giorno (ciclismo, ginnastica, ballo, nuoto, cammino a passo veloce), evitare il fumo, eliminare i chili in eccesso. Questo è il primo passo per prevenire le malattie cardiovascolari anche se a volte intervenire sullo stile di vita non è sufficiente per controllare i livelli di colesterolo e può rendersi necessario un trattamento farmacologico.

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