contratto-scuola,-valditara-dovra-cercare-300-milioni-per-aumentare-gli-stipendi:-nel-2023-attese-le-nuove-risorse-promesse-ai-sindacati-–-orizzonte-scuola-notizie

Contratto scuola, Valditara dovrà cercare 300 milioni per aumentare gli stipendi: nel 2023 attese le nuove risorse promesse ai sindacati – Orizzonte Scuola Notizie

Adesso viene la parte difficile per Giuseppe Valditara: il Ministro dell’Istruzione e del Merito, dopo aver chiuso la prima parte economica del contratto scuola scaduto dovrà mantenere fede al patto con i sindacati e trovare le risorse aggiuntive per arrivare alla soglia di circa 120 euro di aumento stipendiale. Ma non sarà facile: la legge di bilancio, come più volte spiegato, non prevede grosse manovre per la scuola.

Come sappiamo,  il 12 novembre è stato firmato l’accordo sulla parte economica in ARAN.

Interessati un milione e 200 mila dipendenti pubblici del comparto Istruzione e Ricerca, di cui oltre 850mila insegnanti.

L’accordo prevede:

  • un’anticipazione relativa alla parte economica
  • una disponibilità di 100 milioni di euro per il 2022 da destinare alla componente fissa della retribuzione accessoria per l’anno 2022, nella misura di 85,8 milioni per i docenti e 14,2 milioni per il personale Ata.
  • inoltre sono destinati a decorrere dall’anno 2022 89,4 milioni di euro per gli incrementi del personale docente e 14,2 milioni di incrementi per il personale Ata.
  • l’impegno a reperire ulteriori risorse finanziarie, anche nell’ambito della manovra di bilancio 2023, da destinare alla retribuzione tabellare del personale scolastico.

100 milioni una tantum subito

Con la pubblicazione del decreto legge 18 novembre 2022, n. 176 si sancisce l’esborso verso il contratto scuola di 100 milioni di euro, per l’incremento degli stipendi del personale scolastico. Le risorse sono approvate dal Cdm nella sera stessa del 10 novembre.

Si tratta nello specifico di 85,8 milioni di euro sono per il personale docente e 14,2 milioni di euro per il personale ATA per il 2022, destinati alla RPD e al CIA.

300 milioni per arrivare all’aumento medio di 120 euro (lordi). Valditara dovrà spingere per averle dalla legge di bilancio

Adesso però, la questione si sposta sull’impegno a reperire ulteriori risorse per rimpinguare gli aumenti stipendiali. “Si tratta di un incremento consistente delle retribuzioni, ma è ancora troppo poco. In un contesto difficile come quello attuale, però, è certamente stato un segnale importante. Stiamo scontando una crisi di autorevolezza del corpo docente bisogna ridare loro autorevolezza e pretendere che siano consapevoli della loro straordinaria dignità”, ha detto pochi giorni fa il Ministro Valditara. Che si gioca una partita molto importante. Anche perché, da un lato dovrà convincere l’intero esecutivo a trovare le nuove risorse per mantenere l’accordo siglato con le organizzazioni sindacali. Conseguentemente, per fare ciò sa benissimo che resta nell’ombra la questione 300 milioni dal MOF, la soluzione proposta dai sindacati e accettata dall’ex Ministro Patrizio Bianchi, che avrebbe garantito con maggiore certezza (ma forse con tempi più lunghi) l’aumento di 120 euro in busta paga.

Valditara, sin dai primi giorni del suo mandato e prima del blitz dell’11 novembre che ha portato alla sequenza contrattuale, aveva infatti allontanato la possibilità di procedere in quella direzione e piuttosto provare a reperire altri soldi in manovra e tenere contemporaneamente tutte le economie per il salario accessorio.

Dunque una scommessa per il Ministro dell’Istruzione e del Merito che dovrà convincere dunque Giorgia Meloni e Giancarlo Giorgetti a prevedere una quota della legge di bilancio 2023 per l’aumento stipendiale dei docenti e del personale Ata.

Legge di bilancio che quindi difficilmente prevedrà importanti investimenti per la scuola, tolta la questione dei fondi per il contratto a cui lavora Valditara. Forse potrebbe esserci spazio per qualche misura a costo zero ma al momento non si conosce più di quanto riportato finora.

Il testo dell’accordo politico

Il testo dell’accordo economico: chi percepirà arretrati ed aumenti

Il contratto si applica a tutto il personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato e a tempo determinato dipendente dalle amministrazioni del comparto indicate all’art. 5 del CCNQ sulla definizione dei comparti e delle aree di contrattazione collettiva nazionale del 3 agosto 2021.

Con la locuzione “istituzioni scolastiche ed educative” vengono indicate: le scuole statali dell’infanzia, primarie e secondarie, le istituzioni educative, nonché ogni altro tipo di scuola statale.

Quindi aumenti e arretrati spettano a tutto il personale in servizio nel periodo considerato, sia con contratto a tempo indeterminato che determinato.

Contratto, aumenti stipendio e arretrati: indicazioni per precari, pensionati, chi fa altro lavoro. Da dicembre sul conto, ecco come [LO SPECIALE]

Related Posts

Lascia un commento