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Cosa fa Samantha Cristoforetti nella stazione spaziale internazionale

La Stazione spaziale internazionale (Iss) ci mette 93 minuti per fare un giro attorno alla Terra. In quel lasso di tempo, Samantha Cristoforetti, l’astronauta tornata in orbita a fine aprile, dimostra un livello di multitasking inavvicinabile. Dopo le fotografie mozzafiato, con didascalie mai banali, ammirate già durante la prima missione nel 2015, la novità sono i video su TikTok. Senza dimenticare che il core business, lassù, è la scienza, tanta scienza, per gli esperimenti. Infine, i collegamenti con il pianeta: nell’ultimo ha annunciato il nome della futura costellazione italiana di satelliti. Si chiamerà «Iride».

Da 638 scuole sono arrivate 1.061 proposte all’interno di un concorso speciale. Hanno vinto le classi di Alessandria, Messina, Piacenza e Varese. «Lo spazio parla ancora al cuore e all’immaginazione dei giovani», commenta sorridente AstroSamantha, in mano il microfono d’ordinanza. I lanci d’agenzia parlano di una «costellazione», ma non è stato scoperto un nuovo gruppo di astri, Iride è una flotta di satelliti. Operativa entro il 2026, sarà il più importante programma europeo di osservazione terrestre. 

Il progetto nasce da una collaborazione tra l’agenzia spaziale europea (Esa) e quella del nostro paese (Asi) ed è finanziato dai fondi del Pnrr. Il capitolo spaziale del Piano nazionale di ripresa e resilienza vale 1,49 miliardi di euro. «Grazie a queste ingenti risorse possiamo rilanciare la nostra ambizione strategica, per rendere l’Italia una protagonista del settore», dice il ministro dell’Innovazione, Vittorio Colao. L’Europa, in quanto a miliardi investiti, è la seconda potenza globale, però anche come singola nazione non sfiguriamo: in rapporto al Prodotto interno lordo, siamo quinti al mondo, dopo Stati Uniti, Russia, Francia, Cina e Giappone (a pari merito). 

Non c’entra solo il prestigio. I satelliti di ultima generazione restituiranno dati cruciali per la vita quotidiana. Monitoreranno le infrastrutture critiche e fenomeni protratti nel tempo come l’erosione delle coste, ma consentiranno pure di salvare vite, in caso di incendi, esondazioni e alluvioni, perché potranno fornire alla Protezione civile indicazioni operative cruciali per dirigere eventuali soccorsi. Inoltre, la triangolazione con l’orbita sbloccherà dati analitici con applicazioni commerciali per start up e piccole e medie imprese.

Gli studenti, riferisce Cristoforetti, hanno pensato una specie di sigla dietro il nome: International Report for an Innovative Defense of Earth. Lei enfatizza le radici che affondano nella mitologia greca, come ha già fatto per la missione, intitolata a Minerva. «Iride era la messaggera degli dèi, aveva il compito di portare agli esseri umani messaggi tempestivi in modo che potessero reagire e agire in maniera corretta, un po’ come i satelliti di osservazione della Terra ci danno dei messaggi perché ci permettono di osservare lo stato di salute del nostro pianeta, per tenere, per esempio, sotto controllo il cambiamento climatico».

AstroSamantha è riapprodata sulla Iss lo scorso 28 aprile, otto anni dopo il debutto. È la prima donna europea a svolgere un secondo volo nello spazio. La sua bravura a comunicare la rende una testimonial perfetta per contagiare di entusiasmo chi la segue da Terra e, soprattutto, condividere quella scintilla di passione con gli astronauti di domani. Non a caso, a battezzare la costellazione sono stati ragazze e ragazzi delle scuole e non un comitato interministeriale. Ma oltre a questo lascito, c’è un lavoro quotidiano di ricerca scientifica

Un progetto studierà le conseguenze dello stress ossidativo, cioè i danni alle cellule che sono causati dai radicali liberi in eccesso. È uno degli effetti collaterali più diffusi del volo spaziale. L’obiettivo è mettere a punto terapie efficaci e sicure, a tutela del sistema nervoso centrale. Si indagheranno anche le conseguenze della microgravità sulle cellule ovariche: è uno degli ostacoli da superare per poter concepire un giorno insediamenti su altri pianeti o lunghi periodi nello spazio profondo. 

Un protagonista inaspettato è l’olio d’oliva italiano. Verrà testata la sua resistenza, in termini fisico-chimici e nutrizionali, all’assenza di gravità e alle radiazioni. L’Asi contribuisce a un progetto dell’Esa, su come curare le ferite in condizioni di microgravità, che ha già permesso di sviluppare una tecnica per allungare la sopravvivenza dei tessuti espiantati. Infine, Cristoforetti proseguirà alcuni esperimenti cominciati nel 2019 da Luca Parmitano sull’impatto del rumore sull’udito degli astronauti, su come mantenere in orbita un appropriato rapporto tra massa grassa e magra, per prevenire gli squilibri dovuti all’inattività. 

Gli scatti dell’eclissi totale della Luna, o dei continenti visti dalla galassia, sono pubblicati su Twitter (non risulta un account su Instagram) e vengono regolarmente ripresi dai media. Abbiamo ricordato il lato laboratoriale dei cinque mesi e mezzo sulla Iss, in chiusura va menzionato uno spin off social inedito. AstroSamantha ha aperto un profilo su TikTok, la piattaforma più radicata tra le fasce demografiche giovani. Ha più di 184 mila follower, ma hanno già milioni di visualizzazioni i suoi contenuti, girati con spontaneità e la grammatica tipica dell’app. 

«Astronauta dell’Esa audacemente diretta dove nessun Tiktoker è mai stato finora», recita autoironica la bio. Se su Twitter il diario del viaggio paragonava, poetico, la Iss a «raffinato e sofisticato gioiello che brilla nel nero dello spazio», qui prevale un tono divertito a cui riesce un’impresa con rarissime attestazioni sulla Terra: è didattico senza annoiare. Da manuale della divulgazione. Così, con presenza scenica, per spiegare l’assenza di peso lascia vorticare un peluche o c’è un tutorial con stile da videogioco su come spostarsi nei moduli, con livelli crescenti di difficoltà, dal rasentare soffitto e pavimento (non c’è differenza) al volare in pose da supereroe. 

Non c’è timore di affrontare temi pop o quella domanda che tutti abbiamo fatto prima o poi. Da un bagno terrestre, Cristoforetti spiega, con video d’archivio, come funziona quello sulla stazione spaziale. «Non sentirò questo rumore per molti mesi», scherza e fuori campo si ode uno sciacquone. Se ve lo state ancora chiedendo: c’è un tubo d’aspirazione per la pipì, mentre nell’altro caso c’è quello che lei definisce un «solid waste container», ma assomiglia a un wc, una seduta, con la stessa ventola. 

Oppure il menù. In orbita non si possono portare alimenti freschi, perché deperirebbero. I freezer ci sono, ma sono riservati alla strumentazione scientifica. E così il compleanno di AstroSamantha è stato festeggiato con una torta improvvisata, sembrerebbero pancakes. Il cibo deve essere impacchettato in buste trasparenti con le indicazioni, in inglese e russo, su come reidratarlo prima di mangiarlo. È proibito tutto ciò che si sfalda in troppe briciole: volerebbero per l’abitacolo. 

In un filmato si celebra persino l’Eurovision di Torino. Si chiede agli utenti un «duetto», cioè un repost in cui si interagisce con il video originale, per scegliere quale brano far ascoltare all’astronauta, che sfoggia un paio di cuffie. «La musica crea la giusta atmosfera durante il lancio, ci motiva nella nostra palestra spaziale, ci aiuta a rilassarci nel tempo libero e ci connette con gli altri», scrive su Twitter Cristoforetti. Chissà se anche lì si discutono i gusti altrui come tra coinquilini. Non risultano (ancora) candidature per ospitare il festival su altri pianeti. 

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