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Covid, correlazione miocarditi-vaccino: casi più frequenti nei giovani maschi: ecco cosa dicono i dati – Impronta Unika

Una particolare ricerca sulle miocarditi emerse dopo la vaccinazione anti Covid a mRna ha dimostrato come l’infiammazione del muscolo cardiaco sia più frequente nei giovani maschi di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Il problema, stando agli autori dello studio, che è stato pubblicato sulla rivista scientifica ‘Cmaj’ (Canadian Medical Association Journal), si è verificato soprattutto dopo la somministrazione della seconda dose del vaccino Moderna.

Per questa ragione, per tale fascia di popolazione, i dati supportano l’uso preferenziale del vaccino Pfizer-BioNTech. Si tratta comunque di un fenomeno raro. Secondo i ricercatori i tassi complessivi di miocardite per 100mila dosi sono risultati infatti “molto bassi”. In ogni caso, sulla base dello studio, la tipologia del vaccino, l’età e il sesso dovrebbero essere fattori da considerare durante la campagna vaccinale.

Lo studio sulle miocarditi

Il team di scienziati nel corso della ricerca ha analizzato le informazioni relative alla somministrazione di circa 10 milioni di dosi di vaccini a mRna – di cui 7 milioni di Pfizer-BioNTech (Comirnaty) e poco più di 3 milioni di Moderna (Spikevax) – a soggetti over 12. Il campione ha preso in riferimento il periodo dal 15 dicembre 2020 al 10 marzo 2022.

Sulla base dei numeri relativi ai ricoveri in ospedale e all’assistenza in pronto soccorso per miocardite insorta entro 7 e 21 giorni dalla vaccinazione, gli esperti hanno osservato un tasso di infiammazione del muscolo del cuore pari a 1,37 casi su 100mila persone. Il tasso sui non vaccinati sarebbe invece pari a 0,39 su 100mila individui.

Miocarditi più frequenti nei maschi under 30

Secondo quanto rilevato dallo studio, i tassi maggiori di miocardite sono stati rinvenuti nei maschi (2,15/100mila), soprattutto tra i 18-29enni (2,97/100mila) dopo la seconda dose (2,27/100mila) e nelle persone vaccinate con vaccino Moderna (1,75/100mila).

Dopo la terza dose l’incidenza di miocardite è risultata invece più bassa, anche nella fascia dei ragazzi di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Alla luce dei dati raccolti, gli autori della ricerca sostengono l’opportunità di un uso preferenziale del vaccino di Pfizer-BioNTech rispetto a quello di Moderna per i maschi under 30.

“Benefici superiori ai rischi”

Gli scienziati tengono a ribadire che il tasso di miocarditi dopo la vaccinazione a mRna è risultato comunque essere basso. “I benefici della vaccinazione nel ridurre la gravità di Covid-19, le ospedalizzazioni e i morti superano di gran lunga i rischio“, hanno evidenziato.

A sostegno della tesi hanno ricordato un’analisi statunitense che ha stimato che 11mila casi di Covid, 560 ricoveri, 138 ricoveri in terapia intensiva e 6 morti potrebbero essere prevenuti per ogni milione di seconde dosi di vaccino a mRna somministrate a maschi di età compresa tra 12 e 29 anni, rispetto a 39-47 casi attesi di miocardite dopo la vaccinazione.

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