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CUORGNE‘ – Sollecitati dalle richieste di diversi lettori in merito al futuro dell’ospedale di Cuorgnè, abbiamo pensato di fare un riepilogo di quanto accaduto negli ultimi giorni e delle decisioni che sono state comunicate dalla Regione giovedi pomeriggio in merito al pronto soccorso.

Il pronto soccorso resta chiuso

Dopo le vacanze di Natale, nei locali del pronto soccorso, aprirà a Cuorgnè un Punto di Primo Intervento. Che non è il pronto soccorso: per definizione, orari, personale e competenze. Già testato nelle modalità operative all’ospedale di Lanzo, il PPI apre (solo) di giorno e funziona con un medico e due infermieri per il trattamento delle urgenze minori e una prima stabilizzazione dell’eventuale paziente complesso.

Solo codici bianchi e verdi

Le urgenze minori, rappresentate dai codici bianco e verde, sono i pazienti che si presentano in ospedale con patologie non gravi, non sono in pericolo di vita e non necessitano di particolare assistenza. Rappresentano, in Piemonte, il 78% dei pazienti che si rivolgono ai pronto soccorso. E in Canavese la percentuale è probabilmente la stessa. I codici giallo e rosso, invece, sono i pazienti gravi: per loro verrà disposto l’immediato trasferimento all’ospedale di Ivrea o a quello di Ciriè (in casi particolari non è escluso l’intervento dell’eliambulanza).

Date e orari del Punto di Primo Intervento

A differenza del pronto soccorso che non chiude mai, il PPI sarà aperto dalle 8 alle 20. Dalle 20 alle 8, invece, resterà in presidio un’ambulanza con medico a bordo (la cosiddetta “Tango”). Tutto questo dal 9 gennaio 2023. 

E il pronto soccorso?

Il 30 ottobre saranno due anni esatti dalla chiusura causa covid. Nel frattempo sono successe un po’ di cose. E se il covid è (quasi) alle spalle, l’emergenza medici è purtroppo di grande attualità. In tutta l’Asl To4, mancano 172 medici rispetto alla dotazione organica, di questi, 76 sono venuti meno dal 2019 ad oggi, e mancano 30 medici di medicina generale, nonostante le 75 procedure concorsuali attivate per il reperimento di medici e direttori di struttura. Senza medici e infermieri il pronto soccorso non può riaprire. E infatti non riapre…

E poi?

La Regione e l’Asl To4 hanno assicurato che l’apertura del Punto di Primo Intervento è solo il primo step per arrivare alla riapertura completa del pronto soccorso di Cuorgnè, 24 ore su 24. Non c’è però una data nemmeno presunta intorno alla quale ipotizzare il ritorno a pieno regime del reparto d’urgenza. Le incognite, in questo momento, sono ancora tantissime. La speranza è che soprattutto la questione personale possa migliorare. Altrimenti sarà durissima…

Soddisfatti?

Molti sindaci, l’altro giorno a Cuorgnè, hanno lasciato la riunione con Cirio e Icardi parzialmente soddisfatti. Il riassunto è questo: «Piuttosto che niente…». Il Punto di Primo Intervento non è il pronto soccorso. Ma è sicuramente un passo avanti e, se non altro, certifica che da parte della Regione e dell’Asl To4 non c’è intenzione di chiudere i servizi come già avvenuto nelle vicinanze (tipo Castellamonte). Sarebbe un errore e un clamoroso spreco di soldi (pubblici, ovviamente): i locali del pronto soccorso di Cuorgnè sono stati rinnovati e inaugurati l’altro ieri. Era il 17 aprile 2018. Hanno funzionato solo per due anni e mezzo prima della chiusura causa covid.

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