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Daniela Poggi apre le porte della sua Bottega: “Qui la parola d’ordine è inclusione”

Una “Bottega” per non sprecare il proprio tempo e per ragionare di quelli che sono i guai di una società che arranca; una “Bottega” alla stregua di quelle degli artisti rinascimentali dove crescevano le idee e il genio e dove si creavano capolavori. Questo nuovo tentativo di creare capolavori della mente si chiama Bottega Poggi e ad avviarla è stata l’attrice savonese con l’ausilio di Walter Sandri.

L'attrice Daniela Poggi
L’attrice Daniela Poggi

Daniela Poggi (67 anni) non ha bisogno di presentazioni visto che da decenni attraversa la scena artistica e culturale italiana e conosce la realtà dei fatti – e quanto sia difficile cambiarla… – grazie a una digressione in politica quando è stata assessore al Comune di Fiumicino. La parola chiave che sta alla base della creazione di questa “Bottega” è molto importante e decisiva per i nostri tempi: inclusione. E i temi trattati molteplici e tutti necessari per le nostre consapevolezze.

Daniela, partiamo dall’ecologia e da un personaggio che ha portato in scena, un Pinocchio, appunto, ecologico: come mai?

“Con lo spettacolo ‘C’era una volta un pezzo di legno’, che ha debuttato proprio a Collodi, abbiamo da una parte celebrato i 140 anni del romanzo ma allo stesso tempo abbiamo proiettato ancora di più la figura del burattino nel mondo che lo circonda, dove la natura e gli animali ci inducono a raffrontarci con loro e a rispettarci a vicenda”.

Daniela Poggi ha dato vita alla casa di produzione
Daniela Poggi ha dato vita alla casa di produzione “Bottega Poggi” con l’ausilio di Walter Sandri

Proprio la natura, l’ecologia: come trattiamo questa materia?

“L’uomo dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza: è già tardi ma potrebbe non esserlo se cominciamo subito a fare qualcosa di concreto rispetto ai nostri comportamenti che sono deteriorati nell’ultimo periodo. Rischiamo davvero di distruggere questo pianeta meraviglioso. Trovo che sia disgustoso lasciarlo in eredità in queste condizioni. Se ogni essere umano capisse che stiamo compiendo un disastro e che dobbiamo cambiare i nostri comportamenti riusciremmo ancora a dimostrare il nostro rispetto per i figli e i figli dei nostri figli”.

Qual è la consapevolezza che la guida?

“Io non sono proprietaria di questo pianeta, è semplicemente una casa che mi sta ospitando. Sono in transito e come ospite credo che sia giusto avere riguardo, educazione, rispetto e condividerlo con gli altri. Non siamo padroni assoluti, l’uomo deve capire che avrà una fine e questa può arrivare ogni attimo”.

Qualche piccolo consiglio?

“Non pensare solo al denaro. E semplicemente non buttare carte e sigarette dal finestrino dell’auto o raccogliere le deiezioni dei cani: fare piccole cose lasciandoci alle spalle quel male che è l’individualismo”.

Valori, dunque, semplici: di chi la colpa se non li possediamo?

“Se tu dalla famiglia non hai ricevuto determinati stimoli culturali e di condivisione ideale con le persone, le tue cellule ti portano a compiere un cammino singolo. Bisogna capire che io esisto perché tu esisti”.

Si possono inculcare questi principi?

“La comunicazione ha enormi responsabilità, soprattutto se vai in tv e ti permetti di dire determinate cose senza stare attento alla parole. Siamo caduti nella trivialità, nel baratro volgare. Senza pensare alle responsabilità che abbiamo verso l’altro”.

L'attrice Daniela Poggi è stata assessore al Comune di Fiumicino dal 2013 al 2016 (Instagram)
L’attrice Daniela Poggi è stata assessore al Comune di Fiumicino dal 2013 al 2016 (Instagram)

Un altro tema sul quale l’inclusione sembra lontana da venire è nel rapporto uomo-donna: a che punto siamo?

“A un punto morto, non potremo mai essere pari. Complementari e indispensabili l’un l’altro sì, ma restiamo due realtà diverse. Certo nell’accesso al lavoro, nei guadagni e nei diritti dobbiamo avere le stesse opportunità, ma a casa il mammo della situazione non mi convince molto: se cambiare i pannolini talvolta può essere un modo di condividere bene, ma diamo in genere alla donna e all’uomo i loro ruoli sennò viene fuori una grande confusione”.

La donna però è cresciuta nella società…

“Certo, ora non si tappa più occhi, orecchie e bocca; ha raggiunto una sua indipendenza mentale, fisica, economica, professionale e questo all’uomo non sta bene. Per tradizione era colui che andava a caccia e portava il cibo a casa. Ora la donna è un valore rispetto a quando era vista solo come oggetto del desiderio che aspettava a casa il maschio. Però sono preoccupata: non per la nostra generazione, ma le ragazze di quindici anni mi sembrano stravolte e senza sogni e ideali”.

Ha mai avuto problemi dall’essere una bella donna?

“Non mi sono mai allineata, ho dato a me stessa sempre un valore assoluto, ho dato cazzotti e chiuso storie e nessuno mai mi ha potuto comprare. Se mi andava di andare con un uomo ci andavo, ma se qualcuno mi dice vieni con me ti do qualcosa reagisco: mi è sempre bastato poco per vivere. Talvolta a lavori finiti mi sono trovata davanti a richieste fisiche e ho mandato la persona a quel paese. Forse la mia personalità ha spesso messo in soggezione. Ma un consiglio: non fa bene chi si espone in modo esplicito e pensa che apparire sia più che essere”.

L'attrice Daniela Poggi da anni porta in scena o sullo schermo temi sociali e d'attualità (Instagram)
L’attrice Daniela Poggi da anni porta in scena o sullo schermo temi sociali e d’attualità (Instagram)

Un termine che va di moda è ageismo: esiste da noi un problema legato all’età?

“Il lavoro dell’attore è molto particolare per cui quando hai 20 anni ci sono mille ruoli; il nostro è un Paese dove non si sanno scrivere storie per chi ha già una certa età”.

E nella società?

“Siamo messi male: una persona anziana che apparentemente non serve a nulla è considerata, come dice Papa Francesco, uno scarto e viene abbandonata. C’è razzismo sull’età e non viene considerato il bagaglio di conoscenza e saggezza che queste persone hanno e che può rendere migliore il presente. Purtroppo a pochi interessa il mondo interiore e si pensa che non merita di essere vissuto attraverso un confronto che potrebbe essere positivo per tutti”.

Fra i ruoli che lei ha interpretato qual è stato il più dirompente dal punto di vista sociale?

“Sicuramente quello nel film ‘L’esodo’ di Ciro Formisano è stato il ruolo più complicato, difficile, delicato, fragile, profondo. Dare vita e a una verità e sdoganare i problemi legati alla legge Fornero è stato un impegno davvero importante. Lo ritengo un grande impegno di maturità nel mio cammino artistico”.

La malattia: lei ha scritto ‘Ricordami’, un bel libro in cui racconta la vita con sua madre malata di Alzheimer. Che cosa le ha dato?

“La possibilità di riconciliarmi con me stessa e con lei, la convinzione che parlandole così tanto in un momento delicato possa averci fatto finalmente conoscere e abbia fatto bene a entrambe”.

Daniela Poggi è un'attrice italiana originaria di Savona (Facebook)
Daniela Poggi è un’attrice italiana originaria di Savona (Facebook)

Che consiglio darebbe ai giovani?

“Leggere molto dentro di sé e capire che cosa si vuole veramente dalla vita, quali sono gli obiettivi da raggiungere e con che percorso. In ogni lavoro che si sceglie la cosa importante è che si rimanga se stessi”.

Daniela, che cos’è al fine l’inclusione?

“Confronto, accettazione, accoglienza, lingua, cultura. Lasciarsi stupire dalla non conoscenza e di conseguenza apprendere qualcosa di diverso per una ricchezza maggiore. Non è da tutti perché probabilmente c’è chi vive chiuso in se stesso, ma bisogna guardare il cielo a 360 gradi tenendo cuore e orecchie sempre aperti. Le persone magari non se ne rendono conto, ma comunque includono: se lo fai consapevolmente è un arricchimento straordinario”.

Che cosa pensa Daniela Poggi del futuro?

“Io ascolto sempre il Vangelo prima di addormentarmi, il desiderio è avere il tempo adeguato per fare tutto, ma so che il tempo è brevissimo”.

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