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Efe Bal: “So perfettamente che prima o poi qualcuno mi ucciderà” – Il Fatto Quotidiano

“Io so perfettamente che prima o poi qualcuno mi ucciderà: perché drogato, perché le mie idee non gli piacciono, perché mi trova arrogante, perché sono Efe Bal e non mi sopporta”. È un fiume in piena Efe Bal, la escort transessuale turca che danni vive ed esercita la sua professione in Italia, intervistata dal sito MowMag per parlare del caso delle tre prostitute uccise a Roma nei giorni scorsi. La notizia diventa così il pretesto per discutere della legalizzazione della prostituzione, del debito di un milione di euro col Fisco, degli escamotage dei clienti per raggiungerla anche in pieno lockdown e di quelle volte in cui ha rischiato grosso venendo aggredita e derubata.

EFE BAL E LE AGGRESSIONI SUBITE DAI SUOI CLIENTI – “Il pericolo c’è. Prima o poi morirò anch’io. Tra tutti i pazzi che ci sono in giro sicuramente prima o poi capiterà anche a me”, spiega la escort rispondendo ad una domanda sulla questione sicurezza che riguarda le prostitute. “Fare la prostituta è come avere una gioielleria: prima o poi provano a rapinarti o altro”, dice usando una metafora ardita. Poi rivela di essere stata vittima di una pesante aggressione, nel 2007, perpetrata da parte di un cliente e da altri due uomini entrati in casa sua fingendo di essere dei poliziotti. “Molti clienti li elimino dopo averli sentiti al telefono, però qualche volta non ci riesco. Nel caso del 2007 il cliente era tranquillo al telefono, poi in tre mi hanno aggredita e derubata. Oggi non aprirei più la porta se qualcuno volesse entrare. Anzi, magari, spruzzerei il peperoncino al cliente e chiamerei io la polizia”, racconta. E aggiunge che secondo lei il problema, più che la prostituzione, è la droga: “Se sei una prostituta e ti droghi o hai dei clienti drogati, lì rischi dieci volte più di me, che non fumo, non bevo, non mi drogo”.

I DEBITI CON IL FISCO E LE MULTE MA PAGATE – L’altro tema che affronta nell’intervista Efe Bal è quello che riguarda la questione tasse e il modello da seguire, ovvero la Svizzera: “Visto che la prostituzione è un lavoro particolare, si dovrebbe andare a versare ogni mese le proprie tasse, con scaglioni per età e per città. Così hai i contributi, il riconoscimento fiscale e il riconoscimento sociale”. In Italia però le cose vanno diversamente e la escort dice di non meritare “di essere un evasore fiscale, una specie di verme che usa tutti i privilegi, guadagna e vive ma non paga le tasse”. Poi rivela di aver avuto un debito con il Fisco che ammontava ad oltre un milione di euro: “Un debito che non c’è più perché è prescritto. Io avrei voluto pagare le tasse, l’ho detto per anni, ormai non lo dico più perché non mi ascolta nessuno”. Nemmeno Salvini, al quale lei non ha mai nascosto la sua simpatia. “La Lega era l’unico partito che voleva regolarizzare la prostituzione, anche se non so se soltanto per la tassazione o se anche per riconoscere e aiutare le prostitute dal punto di vista dei diritti”, spiega. E perché non lo ha fatto? Secondo la Bal la colpa è della Chiesa. “Ma la Chiesa non voleva riconoscere nemmeno i gay: poi un bel giorno è arrivata una lettera da Bruxelles che diceva che l’Italia era molto indietro come diritti civili e dopo due mesi c’è stata la legge sulle unioni civili. Dobbiamo aspettare un’altra lettera del genere da parte di Bruxelles?”.

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