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Emergenza cinghiali, Cia Asti: “La Regione acceleri i rimborsi agli agricoltori per i danni subiti nel 2021”

In questo momento di crisi di liquidità bisogna accelerare il rimborso dei danni da cinghiali e caprioli e nello stesso tempo intensificare gli abbattimenti”. Questa la posizione che Cia Asti ha rimarcato al tavolo venatorio convocato in Provincia dal presidente Maurizio Rasero e dal consigliere all’agricoltura Davide Migliasso.

Nell’ambito della riunione sulla programmazione dell’attività venatoria, il presidente dell’ATC Antonello Murgia ha segnalato che l’ente attende ancora dalla Regione il pagamento dei danni denunciati dagli agricoltori nel 2021: si tratta di 600 mila euro a fronte di 540 domande presentate all’ATC Nord e Sud Tanaro.

L’ATC ha anticipato di tasche proprie 300 mila euro di rimborsi: , sottolinea Murgia.

Per questo, segnala Marco Pippione, direttore provinciale della Cia e componente dell’ATC “è davvero urgente che la Regione provveda con urgenza al pagamento dei danni. In questo momento di grave difficoltà economica le aziende non devono essere ulteriormente penalizzate”.

Interviene sul tema anche Gabriele Carenini, presidente di Cia Piemonte nonché responsabile nazionale per la fauna selvatica e le tematiche ambientali: “Chiederemo un confronto a breve con il nuovo ministro dell’Agricoltura Lollobrigida per sottolineare che i danni da fauna selvatica sono uno dei principali problemi che affliggono l’agricoltura italiana come Cia sostiene da lungo tempo: la legge 157/92 sulla materia va modificata passando dalla logica della tutela a quella della gestione, in modo da garantire l’incolumità ai cittadini, specie sul fronte della sicurezza stradale, e una maggiore tutela economica degli agricoltori”.

Ad oggi, i danni diretti al settore agricolo accertati dalle Regioni corrispondono a 50-60 milioni di euro l’anno. Gli agricoltori hanno diritto al risarcimento integrale della perdita subita comprensiva dei danni diretti e indiretti alle attività imprenditoriali. Bisogna superare la logica del “de minimis”, mentre criteri, procedure e tempi devono essere omogenei sul territorio, con la gestione affidata alle Regioni“, conclude Carenini.

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