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Fratelli d'Italia e connessioni con l'industria delle armi: parla un ex senatore

L’ex senatore Emanuele Dessì: “All’interno di Fratelli d’Italia ci sono due personaggi fondamentali”.

Durante una puntata di Dietro il Sipario, il programma di Francesco Toscano su Visione TV, tra gli ospiti in collegamento c’era il senatore uscente Emanuele Dessì.

Parlando del mercato delle armi, ha detto che all’interno di Fratelli d’Italia ci sono due personaggi a suo avviso fondamentali, Guido Crosetto e Pietro Fiocchi. 

“Il co-fondatore di Fratelli d’Italia si chiama Guido Crosetto, che si è dimesso dal ruolo di parlamentare per andare a fare il presidente dell’AIAD, il consorzio che racchiude tutti i più grandi produttori di armamenti italiani”.

L’ex parlamentare di FDI avrebbe dato le dimissioni per andare a ricoprire un ruolo molto importante evitando di trovarsi in un palese conflitto di interessi.

“L’AIAD – scrive l’AGI – è la Federazione, membro di Confindustria, in rappresentanza delle Aziende Italiane per l’Aerospazio, la Difesa e la Sicurezza. Accoglie nel proprio ambito la quasi totalità delle imprese nazionali, ad alta tecnologia, che esercitano attività di progettazione, produzione, ricerca e servizi nei comparti: aerospaziale civile e militare, comparto navale e terrestre militare e dei sistemi elettronici ad essi ricollegabili”.

Inoltre: “L’AIAD mantiene stretti e costanti rapporti con organi e istituzioni nazionali, internazionali o in ambito NATO al fine di promuovere, rappresentare e garantire gli interessi dell’industria che essa rappresenta”.

L’europarlamentare di Fratelli d’Italia Pietro Fiocchi

Emanuele Dessì ha parlato anche di Pietro Fiocchi, europarlamentare di Fratelli d’Italia.

“Il signor Fiocchi è il più grosso produttore di munizionamento civile e da guerra italiano che ha una società negli Stati Uniti. Questa società partecipa ai bandi per la fornitura di munizionamento da guerra al governo statunitense. Andiamo a vedere quanti bandi ha vinto negli Stati Uniti in questi ultimi anni e quante munizioni abbiamo fornito, non solo attraverso lo Stato Italiano ma attraverso i nostri parlamentari, a uno degli eserciti in conflitto”.

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