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Galeazzo Bignami, il nuovo viceministro di Salvini alle Infrastrutture che posava in divisa da nazista – Il Riformista

Per l’esponente di FdI era “una goliardata”

Carmine Di Niro — 31 Ottobre 2022

Galeazzo Bignami, il nuovo viceministro di Salvini alle Infrastrutture che posava in divisa da nazista

Giuseppe Mangialavori non può essere sottosegretario del governo Meloni, ‘colpevole’ di essere citato in due indagini sulla ‘ndrangheta in Calabria, tra cui la nota ‘Rinascita Scott’ di Nicola Gratteri, pur non essendo indagato.

È invece diventato addirittura viceministro quello che da molti viene considerato l’enfant prodige della destra bolognese, quel Galeazzo Bignami che nella seconda infornata di nomine dell’esecutivo ha ottenuto il posto da vice di Matteo Salvini al ‘pesante’ ministero delle Infrastrutture.

Anche Bignami non si porta dietro alcuna inchiesta, come Mangialavori, ma il suo nome è ben più noto alle cronache rispetto a quello del deputato calabrese.

Colpa in particolare di una foto datata 2005 in cui Bignami sorridente si mostra davanti alla telecamera con al braccio la fascia delle SS naziste. Spuntata fuori oltre dieci anni dopo, Bignami si giustificherà dicendo che l’occasione era quella di “una festa di addio al celibato, una goliardata tra amici”.

Eppure non è l’unico episodio controverso nel passato del deputato nato nel 1975 a Bologna, già consigliere comunale, consigliere regionale e quindi deputato, transitato da Forza Italia a Fratelli d’Italia e figlio del ‘ras’ della destra bolognese Marcello Bignami.

Nel 2019 circolò un video in cui il nuovo viceministro, accompagnato dal consigliere comunale di Fratelli d’Italia Marco Lisei, passava in rassegna i citofoni delle case popolari di Bologna additando gli inquilini stranieri, tutto trasmesso in diretta su Facebook. “Ci diranno che stiamo violando la privacy, ma non ce ne frega assolutamente nulla, perché se stai in un alloggio popolare e c’è il tuo nome sul campanello bisogna che ti metta nell’ottica che poi qualcuno può andare a vedere”, rivendicava all’epoca Bignami.

Una vicenda che gli costò anche una denuncia  al Garante della Privacy da parte dell’avvocata dei diritti Cathy La Torre, fondatrice della campagna “Odiare ti costa”.

Incurante del passato, Meloni lo ha ricompensato col posto da viceministro nel dicastero guidato dall’alleato Matteo Salvini. Bignami ha commentato la nomina ringraziando il presidente del Consiglio e il partito “per avermi indicato quale vice Ministro alle Infrastrutture e alla Mobilità sostenibile della Repubblica Italiana. Onorerò le Istituzioni democratiche con decoro e dignità nell’interesse esclusivo dell’Italia e degli Italiani”.

Bignami si è già fatto notare in questo primo brevissimo scorcio di legislatura per essere il primo firmatario della proposta per l’istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul Covid-19, in particolare sulla “gestione dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del virus Sars-CoV-2 e sul mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia

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