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GUIDO MARTINETTI: “LA MIA VITA IN CAMPAGNA” – James Magazine

Mura Mura e il Relais Le Marne sono la nuova sfida dell’ex patron de Grom: dalle suite sospese sul vigneto al ristorante gourmet in odore di stella, ai vini con il Grignolino in testa.

Mura Mura è un’espressione che si usa in Madagascar e significa vivere lentamente, con saggezza. Nel basso Piemonte, invece, significa un’altra cosa, ovvero “matura”. Ecco, nel 2017 i tempi erano maturi per iniziare un nuovo viaggio”. Quello intrapreso da Guido Martinetti, il vulcanico imprenditore torinese, noto ai più come il re del gelato assieme al socio (e amico fraterno) Federico Grom, ha a che fare proprio con la terra, con il vino e con l’ospitalità. Nel 2015 dopo aver venduto il noto marchio alla multinazionale Unilever, ha scelto di ripartire da qui. Il Piemonte, il Monferrato, precisamente a Costigliole d’Asti, terra natale della mamma di Martinetti.

Una tenuta biologica dove 8 ettari di vigneti convivono con i frutteti sperimentali che già alimentavano Grom”. Ma adesso, al posto dei gelati, si producono vini. Lui che in terza media si era fatto regalare la Simac per invitare le ragazze a mangiare il gelato a casa, in età adulta non tutti sanno che aveva studiato enologia. Scelta suggerita forse dal papà Franco che ha a sua volta un’azienda vitivinicola nelle Langhe, anche se “sono sempre stato il figlio che insegue il padre”, ammette senza più alcuna remora.

Rigore e Fantasia

Oggi ciò che Martinetti è riuscito a costruire è un posto che è tante cose insieme: una cantina sotterranea costruita secondo i criteri della bioedilizia, un relais elegante e minimale quasi sospeso sui vigneti, un ristorante gourmet e un wine club dove fare incontrare gente speciale in un luogo speciale. Tra i protagonisti recenti l’artista Valerio Berruti (sue anche le opere che campeggiano qua e là fuori e dentro il resort), l’imprenditore Riccardo Illy, il pilota di F1 Leclerc e molti altri. “In questa avventura c’è anche Federico Grom con cui condivido il vino: io mi occupo del prodotto e lui della parte commerciale e finanziaria, proprio come in Grom».

Al momento la produzione è, oltre ai blasonati Barolo e Barbaresco (Rigore), anche di Barbera, Moscato e soprattutto Grignolino (Fantasia). Così è infatti divisa la cantina con tanto di cartello che indica quali vini affinano e dove. “Credo molto nel Grignolino e farò in modo che diventi il vino più figo che c’è. Ha tutte le carte in tavola per diventarlo”. E all’assaggio alla cieca con un grande Barbaresco, in effetti, ha lasciato stupefatti. Così come la cantina con botti da 400 litri in ceramica (rarissime oltre che bellissime) dove il vino affina per passare poi nelle botti di legno da 30 hl.

Artisti e poeti

Marco Massaia

Le stesse stanze del relais Le Marne, divise in due piccoli edifici, sono anch’esse dedicate a Rigore e Fantasia: da una parte i poeti e gli scrittori piemontesi (Cesare Pavese, Giammaria Testa…), dall’altra gli illustratori (Anna Godeassi, Altan). Appartamenti più che stanze: ampie, pulite, minimal, impreziosite dalla cura maniacale dei dettagli, tutti scelti da Martinetti probabilmente influenzato dal suo grande amore per il Giappone. Tutto è al suo posto e in armonia: dagli arredi alle ceramiche, dai libri di filosofia, poesia, cucina e arte alle rubinetterie dei bagni con rigoroso affaccio sulla vigna. “Ricordo ancora i primi anni trascorsi in una stanza con il bagno cieco; da allora mi sono ripromesso che, se mai avessi avuto qualcosa di mio, una finestra nel bagno non sarebbe mai mancata!”.

L’esperienza continua attraverso il ristorante Radici capeggiato dallo chef Marco Massaia (socio a metà) con una cucina povera piemontese esaltata da un approccio microbiologico davvero eccellente (la stella Michelin arriverà presto…). La ricerca di benessere psicofisico e sportivo è infine garantita – a parte dall’atmosfera – anche da un’area fitness e soprattutto dalla piscina coperta di 25 metri. Martinetti è stato per anni triatleta (la sua magrezza lo conferma): “Mia moglie Martina una volta mi ha chiesto cosa mi ha avesse dato sicurezza in me stesso. Le ho risposto: lo sport. Perché se ti fai il mazzo… da qualche parte arrivi, sempre”.

muramura.it

 lemarnerelais.it

Sangue misto – papà napoletano e mamma istriana – dopo la laurea in comunicazione si trasferisce a Milano, dove tuttora vive. Prima fotografa, poi scrive. In Condé Nast dal 2001, ha lavorato per GQ, Vanity Fair, La Cucina Italiana. Sommelier dal 2015, attualmente si occupa di marketing per l’azienda agricola di famiglia (Tenute Pacelli) e continua a scrivere per diverse testate di vino, cibo e luoghi belli da vivere.

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