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I licheni delle Alpi come farina per pani e dolci

La natura dei nostri boschi italiani non è solo affascinante da vedere, cela ingredienti che potrebbero essere utilizzati come complemento o aggiunta nei nostri dolci, nel pane e in tanti altri piatti. Uno di questi “speciali” ingredienti di cui il sottobosco è ricco, sono i licheni, e nello specifico la specie che corrisponde al nome scientifico di Pseudeverina furfuracea.

I licheni delle Alpi come farina per pani e dolci

La Pseudevernia furfuracea può essere utilizzata in cucina in vari modi, tra cui come farina di licheni aggiunta agli impasti di pani e dolci fatti in casa; grazie all’alto contenuto di carragenina che fa da addensante e gelatinificante aiuta la lievitazione.

Impreziosire dolci e pane risparmiando sulle materie prime

A breve scopriremo come trovare i licheni edibili e quale trattamento devono subire prima di poter essere impiegati in cucina, ma è importante tenere a mente che l’aggiunta di ingredienti forniti dalla natura nella nostra dieta alimentare rappresenta anche un sostegno all’economia personale e familiare. Infatti, l’aggiunta di licheni polverizzati alla farina per pani e dolci nella misura del 20%, fa risparmiare sull’acquisto delle farine. Queste ultime, come ben sanno gli investitori che vogliono operare nel mercato delle materie prime agricole attraverso c trader e altri sistemi di accesso ai mercati finanziari, hanno subito delle variazioni di recente per via dell’oscillazione dei costi del grano necessario a produrre le farine tradizionali e quelle speciali usate per i dolci.

I licheni delle Alpi come farina per pani e dolci

Licheni boreali nostrani

I licheni della specie Pseudevernia furfuracea come altre migliaia di licheni edibili non li troveremo così facilmente in negozio o nel web, come tutti gli ingredienti prodotti dalla natura bisogna intraprendere delle piccole avventure per poterli raggiungere. Il lichene qui suggerito, ad esempio, si trova sulle Alpi e sull’Appennino in quella fascia di medio-alta montagna che prende il nome di foresta boreale. I licheni edibili crescono sui rami delle conifere e sono di colore grigiastro o di colore marrone scuro argentato.

I licheni non possono essere introdotti negli alimenti così come si presentano in natura, è necessario anzitutto lavarli per rimuovere qualsiasi residuo di bosco. Poi vanno immersi per otto ore in acqua con aggiunta di due cucchiai di bicarbonato ogni litro d’acqua usato. Il trattamento va ripetuto per due volte e serve ad abbassare i livelli di acido lichenico normalmente presente in questo tipo di vegetale. In seguito possono essere essiccati e conservati in un barattolo chiuso ermeticamente dove potranno restare anche per anni.

Al termine del trattamento possono essere reidratati con acqua e, una volta asciugati, sono pronti per la padella cosparsa di olio che li friggerà in un attimo. Per ottenere la farina di licheni è necessario triturare o polverizzare il vegetale. Qualsiasi sia l’uso fatto, la Pseudevernia furfuracea donerà un aroma e un profumo di foresta boreale straordinario.

Concludendo

Grazie al sottobosco delle nostre foreste, se sappiamo a quali piante rivolgerci, possiamo integrare la dieta alimentare con prodotti a costo zero e raccolti senza emettere un solo grammo di CO2 perché raccolti da noi muovendoci sulle nostre gambe. Un nuovo stile culinario che potrebbe avvicinarci di più ai nostri boschi, facendoci scoprire la loro importanza e perché a maggior ragione è bene tutelarli.

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