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Il commovente discorso di Draghi ai giovani sul futuro

Pubblichiamo il discorso del presidente del Consiglio Mario Draghi Intervento agli studenti della Scuola secondaria inferiore “Dante Alighieri” di Sommacampagna

Buongiorno a tutti.

Mi hanno veramente commosso le parole di chi ha parlato prima Non c’è molto che io vi possa dire. Una cosa però mi è venuta in mente quando mi hanno presentato quel bellissimo dono, quella bellissima rosa per mia moglie. Una delle domande che erano previste in questa conversazione in classe era “Presidente quale è il suo idolo?”. Più che pensare a idoli, spesso penso a qualcuno nella mia vita a cui devo qualcosa per quel che sono diventato, per quello che ero, per tutto.

E mi vengono in mente tre gruppi di persone: uno, io devo moltissimo ai miei genitori, non tanto devo dire dal punto di vista materiale, ma dal punto di vista spirituale, psicologico, formativo, l’amore per il lavoro. Il fatto che bisogna lavorare, è importantissimo, è parte della nostra esistenza. Il rispetto delle regole, ma anche una consapevolezza, sapere chi sei, che cosa ci stai a fare qui, cos’è che combini. Te lo devi chiedere tutti i giorni, cos’è che ho fatto oggi. Ecco, questa è una delle cose che vengono da parte della mia famiglia di origine. Poi ho avuto degli insegnanti straordinari, a scuola, all’università, e anche dopo negli studi successivi che ho fatto in America e anche in Italia. Quanti insegnanti bravi ci siano la gente non lo capisce, lo ignora. Ma sono tanti e bravissimi, e in un certo senso voi li avete davanti.

Come ha detto il presidente Zaia prima, sono veramente quelle persone che non solo si sacrificano, perché il sacrificio ha l’idea di una persona che è triste e che deve fare qualcosa perché lo deve fare, ma si divertono a stare con voi. E sono coloro che vi danno i primi messaggi della vita. Sono coloro che vi dicono: “ma tu che hai fatto?“. Sono coloro che vi aiutano a trovare la consapevolezza di voi stessi. Gran parte di loro lo fanno col sorriso.

Per tornare alla rosa, la terza persona più importante a cui effettivamente devo gran parte di quel che ho fatto negli ultimi 40-50 è mia moglie. Ogni tanto mi viene in mente la quantità di fesserie che avrei fatto se non ci fosse stata lei. E anche alla capacità di capire il momento psicologico – ne ho attraversati tanti nella mia vita. E poi la famiglia che si è creata, i figli, i nipoti della vostra età.

Quindi è tutta una storia bella che si centra su di lei, quindi un applauso per lei.

La canzone è stata bellissima, veramente bella. La pace, la libertà, la democrazia, la pari dignità: come diceva il presidente Zaia prima, questo è uno Stato dove si curano tutti, non ci sono differenze. Naturalmente noi facciamo di tutto perché questi valori siano verificati nella realtà, perché spesso uno dice delle parole che poi non hanno riscontro nei fatti. Ecco, quello è uno dei doveri che abbiamo tutti noi: cercare di far sì che alle parole corrispondano i fatti.

Che alle parole della Costituzione, che sono bellissime, le parole della vostra canzone, corrispondano i fatti. È una cosa complessivamente semplice a capirsi, non è molto difficile, però richiede una partecipazione, una voglia di cambiare le cose. Perché le cose da sole non vanno verso quei valori, vanno diversamente: vanno male. È questo il fatto, quindi voglia di cambiare le cose, di cercare di puntare sempre a questi valori. Questo è un po’ quello che veramente dà senso a quello che noi siamo.

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