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Industriali in assemblea per celebrare la Capitale della Cultura d’Impresa 2021 [FOTO E VIDEO]

“Il futuro inizia oggi e non domani. Siamo tutti chiamati a lavorare per il Paese, a diventare tutti uomini di Stato. Abbiamo la responsabilità delle prossime generazioni, perché noi imprenditori non viviamo per noi, ma per le generazioni che verranno. Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei nostri sogni e noi imprenditori viviamo nella cultura di realizzare i nostri sogni”.

Con questo fermo richiamo alla missione ultima di chi fa impresa il presidente nazionale di Confindustria Carlo Bonomi, videocollegato da Roma, ha chiuso i lavori dell’assemblea pubblica che Confindustria Cuneo ha tenuto nel pomeriggio di oggi al Teatro Sociale di Alba, di fronte ad alcune centinaia di associati accorsi da tutta la Granda per ascoltare la serie di qualificati ospiti che – sotto la regia del presidente Mauro Gola e della direttrice Giuliana Cirio – hanno partecipato all’evento inserito nel calendario di appuntamenti di “Alba Capitale della Cultura d’Impresa 2021“.

In apertura un analogo richiamo era arrivato dal confermato presidente provinciale dell’associazione di categoria: “Cultura d’impresa significa il racconto condiviso di quel fare quotidiano che caratterizza l’impegno delle aziende – aveva detto nel suo discorso Mauro Gola –. Un racconto che esce dai confini aziendali e sa rappresentare compiutamente e con forza il valore reale dell’impresa per lo sviluppo economico, sociale e civile del Paese. Le imprese non sono solo un luogo produttivo o un luogo in cui l’imprenditore esercita l’attività economica, ma sono l’insieme di tutte le persone e la somma dei valori in cui ci riconosciamo”.

Tra i diversi ospiti annunciati alle tavole rotonde del pomeriggio particolare attesa era riservata al ministro degli Affari Regionali Maria Stella Gelmini, giunta ad Alba da Torino accompagnata dal presidente regionale Alberto Cirio e che, insieme al governatore, si è intrattenuta sul palco dell’incontro rispondendo alle domande che il giornalista di Sky Tg24 Andrea Bignami ha rivolto loro su svariati temi dell’attualità nazionale e regionale: dalle vaccinazioni al ventilato superamento dell’obbligo di mascherina all’aperto, dall’intesa tra Piemonte e Liguria per la vaccinazioni dei turisti sino al dibattito aperto in seno al Governo sulle tempistiche di permanenza dello stato di emergenza (“Ci stiamo ragionando – ha detto su quest’ultimo punto –, ma serve ancora prudenza, visti i timori collegati a una possibile espansione della variante indiana”).

L’esponente del Governo Draghi ha quindi illustrato alcune delle misure allo studio all’interno del nuovo Decreto Sostegni, dicendosi poi convinta che il ‘green pass’ europeo appena approvato agevolerà moltissimo il turismo e anche quello estero (“C’è una grande voglia di Italia – ha detto – e sono fiduciosa su un’importante ripartenza del nostro turismo”), sino all’importante stanziamento di 700 milioni di euro per la montagna, “fondi arrivati grazie alle quotidiane insistenze del vostro governatore, e che in buona parte arriveranno in Piemonte”, ha detto il ministro, ispirando il plauso della platea.  

Poco prima era stato lo stesso Cirio a spendere parole di apprezzamento per il cambio di rotta registrato nel rapporto con le Regioni dall’insediamento di Draghi: “Ora finalmente abbiamo un’interlocuzione diretta preventiva sui provvedimenti che ci riguardano, vediamo i decreti giorni prima, a differenza di quanto non avveniva prima. Anche la struttura commissariale del generale Figliuolo funziona bene. Questo a volte fa sì che possa venire in parte meno la mia libertà di governatore, ma non mi interessa: quando si è in guerra ci vuole qualcuno che comandi, i problemi sono piuttosto quando la comunità scientifica non è univoca nei suoi pronunciamenti, perché poi in prima linea ci siamo noi (…)”.

Prima del saluto conclusivo a intrattenere la platea era stato il conduttore televisivo Massimo Giletti, che, erede di una storica famiglia industriale del Biellese, ha ripercorso la sua personale vicenda di imprenditore mancato, soffermandosi sul valore dell’etica del fare impresa, mentre nel corso del pomeriggio interessanti contributi erano arrivati dal dibattito in tema economico che ha coinvolto i direttori de “Il Sole 24 Ore” Fabio Tamburini e quello de “La Stampa” Massimo Giannini, e dalla dotta disanima offerta da Paolo Mieli, che nella sua veste di divulgatore ha definito affatto causale l’importante riconoscimento alla cultura d’impresa albese: “Da tremila anni lo spirito di ripartenza si annusa da qui”, ha spiegando ripercorrendo la storia di una comunità, quella della capitale delle Langhe, “la cui operosità era nota addirittura nel Neolitico”, che diede i natali all’imperatore Pertinace, citato dal Machiavelli nel suo “Principe” come esempio di incorruttibilità, e che fu una delle prime città della penisola a riprendersi dalla peste.

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