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Intesa Sanpaolo, tutti i conti e gli scenari

Che cosa emerge dalla trimestrale di Intesa Sanpaolo

 

La creazione e la distribuzione di valore restano la priorità di Intesa Sanpaolo. L’amministratore delegato del gruppo, Carlo Messina, presentando i conti del secondo trimestre e del primo semestre del 2022 si è mostrato fiducioso sul futuro della banca, nonostante la difficile situazione economica e geopolitica e ha confermato gli obiettivi del Piano d’Impresa 2022-2025, con utile netto di 6,5 miliardi nel 2025, e la distribuzione del dividendo agli azionisti, il cui acconto sul 2022 sarà di almeno 1,1 miliardi. Intanto il board di Ca’ de Sass ha deciso di aiutare “concretamente” il personale della banca dando 500 euro a 82mila dipendenti per affrontare l’incremento dell’inflazione.

I CONTI DEL SECONDO TRIMESTRE E DEL PRIMO SEMESTRE, GLI NPL E IL CREDITO A FAMIGLIE E IMPRESE

Andando a leggere i numeri, Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre del 2022 con utile netto pari a 3,28 miliardi di euro escludendo 1,1 miliardi di rettifiche di valore per Russia e Ucraina. Nella nota che accompagna i conti il gruppo evidenzia che si tratta di risultati “pienamente in linea con l’obiettivo del Piano d’impresa 2022-2025 di un utile oltre 5 miliardi di euro per l’anno in corso”. E ancora: il conto economico consolidato del primo semestre 2022 registra interessi netti pari a 4,05 miliardi, +2,5% rispetto ai 3,95 miliardi del primo semestre 2021, e le commissioni nette sono pari a 4,53 miliardi, -3% sempre a livello tendenziale. Il risultato dell’attività assicurativa ammonta a 867 milioni di euro, rispetto a 854 milioni dei primi sei mesi del 2021. Le rettifiche di valore nette su crediti sono pari a 1,4 miliardi (comprendenti 1,1 miliardi per l’esposizione a Russia e Ucraina e circa 300 milioni di rilascio di rettifiche generiche effettuate nel 2020 per i futuri impatti di Covid-19), rispetto a 1 miliardo del primo semestre dello scorso anno. Nel secondo trimestre l’utile netto è invece pari a 1,33 miliardi di euro, rispetto a 1,51 miliardi del secondo trimestre del 2021.

Sul fronte degli Npl, i crediti deteriorati scendono, al lordo delle rettifiche di valore, a circa 4,1 miliardi di euro da fine 2021 e a circa 54 miliardi dal picco di settembre 2015. Lo stock di crediti deteriorati diminuisce, dal dicembre 2021, del 26,9% al lordo delle rettifiche di valore e del 13% al netto. L’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi è pari al 2,3% al lordo delle rettifiche di valore e all’1,3% al netto considerando il dato contabile al 30 giugno.

Il gruppo guidato da Messina nei primi sei mesi dell’anno ha supportato l’economia reale con circa 42 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo, di cui 32 miliardi in Italia e di questi circa 29 miliardi a famiglie e piccole e medie imprese. Inoltre circa 2.100 aziende italiane sono state riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato e circa 135mila dal 2014, preservando rispettivamente circa 10.000 e 675.000 posti di lavoro.

GLI OBIETTIVI PER IL 2022

Nella nota diffusa da Ca’ de Sass si evidenzia che le iniziative industriali del Piano di Impresa 2022-2025 “sono ben avviate ed è confermato l’obiettivo di 6,5 miliardi di euro di utile netto nel 2025”. Per il 2022 è prevista una redditività ai vertici del settore con utile netto di oltre 4 miliardi di euro se non si verificano cambiamenti critici nell’offerta di materie prime e di energia; utile netto superiore a 3 miliardi di euro anche con ipotesi molto conservativa di una copertura di circa il 40% dell’esposizione verso Russia e Ucraina. Si stima “una solida posizione patrimoniale, con un obiettivo di Common Equity Tier 1 ratio fully phased-in superiore al 12% nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025”.

I DIVIDENDI: ACCONTO SUL 2022 DI ALMENO DI 1,1 MLD

Per quanto riguarda gli azionisti, Intesa Sanpaolo prevede un payout ratio pari al 70% dell’utile netto consolidato per ogni anno del Piano di Impresa (1.648

milioni di euro già maturati a valere sull’utile netto del primo semestre 2022). Il consiglio d’amministrazione ha previsto – come acconto dividendi cash da distribuire a valere sui risultati del 2022 – un ammontare non inferiore a 1,1 miliardi di euro e la delibera consiliare in merito all’acconto dividendi verrà definita il 4 novembre prossimo quando verranno approvati i risultati consolidati al 30 settembre 2022. Un’ulteriore distribuzione agli azionisti di 3,4 miliardi di euro tramite buyback, di cui 1,7 miliardi in corso e 1,7 miliardi da eseguire dopo la delibera – entro l’approvazione dei risultati al 31 dicembre 2022 – da parte del board e un’eventuale ulteriore distribuzione da valutare anno per anno a partire dal 2023.

MESSINA: 500 EURO CONTRO IL CAROVITA, OBLIGO REALIZZARE IL PNRR

Durante la conference call sui risultati il ceo Messina ha annunciato la decisione del cda di dare 500 euro a 82mila dipendenti del gruppo per fronteggiare il carovita. “Il quadro economico è segnato dal notevole incremento dell’inflazione che già a inizio anno mostrava le prime evidenze e dal conseguente aumento delle difficoltà sociali – ha detto il banchiere romano -. Per questa ragione abbiamo deciso di destinare a tutte le nostre persone in Italia e all’estero – eccetto chi ha funzione di dirigente o equivalente – un contributo economico straordinario di circa 500 euro, per un ammontare complessivo di circa 50 milioni di euro a favore di 82.000 persone del nostro Gruppo”.

Prosegue anche il “sostegno a favore della popolazione ucraina, grazie alla donazione di 10 milioni di euro decisa all’indomani dello scoppiare del conflitto, con iniziative significative di carattere umanitario. La nostra vicinanza alle persone della Pravex Bank – ha aggiunto – è stata resa possibile dai numerosi colleghi che hanno attivato delle iniziative di accoglienza in Italia e nei Paesi confinanti dove siamo presenti”.

In tema di riflessioni sulla difficile situazione attuale, l’ad è tornato a parlare di ciò che accade entro i confini nazionali, in linea on quanto affermato due giorni fa da Andrea Orcel, suo omologo in Unicredit: “Non sono affatto preoccupato, la situazione politica non mi preoccupa. L’Italia ha fondamentali solidi e qualsiasi partito o coalizione sarà obbligato a realizzare il programma per ottenere i fondi del Next Generation Eu”.

Per quanto riguarda Intesa Sanpaolo “siamo stati in grado di raggiungere risultati particolarmente significativi, grazie al pieno avvio delle principali iniziative industriali di un Piano d’Impresa in grado di proiettarci nel prossimo decennio” ha sottolineato Messina secondo cui “il contesto in cui operiamo – l’economia italiana – continua a mostrare importanti segni di resilienza grazie a fondamentali robusti. Confermiamo l’obiettivo di 6,5 miliardi di risultato netto al 2025 e il 70% di dividend payout in ogni anno del Piano di Impresa; l’ulteriore remunerazione degli azionisti attraverso l’operazione di buyback è già stata avviata con la prima tranche di 1,7 miliardi. La forte creazione di valore e la distribuzione del valore continueranno a essere la nostra priorità. La dinamica al rialzo dei tassi – ha proseguito -, la capacità della banca di gestire i costi con forte attenzione e flessibilità, il massivo deleveraging realizzato rappresentano il volano per una ulteriore crescita, anche in un contesto di grande complessità come è quello attuale”.

Nel 2022 il gruppo punta a superare i 4 miliardi di utile netto, in assenza di ulteriori criticità relative all’approvvigionamento energetico e delle materie prime. In caso di ipotesi molto conservativa di copertura al 40% delle esposizioni nei confronti di Russia e Ucraina – ha evidenziato – stimiamo un risultato netto ben superiore a 3 miliardi di euro”. Sul fronte dell’esposizione verso Mosca, Messina ha riferito che “è limitata a circa l’1% dei crediti verso la clientela del Gruppo. L’esposizione è stata ridotta di oltre 0,4 miliardi dall’inizio del conflitto senza nuovi finanziamenti o investimenti. Più di due terzi dei prestiti ai clienti russi si riferiscono a primari gruppi industriali. I prestiti locali ai clienti russi sono limitati (inferiore allo 0,2% dei prestiti alla clientela del Gruppo) e ridotta presenza territoriale in Russia”.

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