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Israele cambia in peggio | Bibi Netanyhau apre le porte della Knesset all’estrema destra – Linkiesta.it

Israele cambia volto, in peggio. Non perché Bibi Netanyhau ha vinto le elezioni, con 61-62 seggi alla sua coalizione secondo gli exit poll, ma perché le ha vinte grazie alla straordinaria affermazione di Itamar ben Gvir, un suprematista ebraico, razzista e para fascista che ha conquistato 14 determinanti seggi (la Knesset, il parlamento israeliano, ha 120 seggi). Haaretz, il quotidiano liberal, non a caso titola: «Trionfo choc dell’estrema destra».

Sarà la Storia a stabilire il peso e la colpa che si è assunto Bibi Netanyhau nel dare piena legittimità politica e agibilità di governo agli eredi di quel rabbino Meir Kahane che pure negli anni Novanta, prima di essere ucciso, era stato emarginato da tutte le forze politiche israeliane, anche della destra e che la stessa Corte Suprema di Israele aveva messo fuori legge per le sue posizioni iper razziste e anti arabe che tradivano – e tradiscono oggi con i suoi eredi – lo spirito stesso del sionismo.

Oggi non si può che constatare un radicale spostamento verso la destra estrema, con punte para fasciste, della larga componente dei coloni israeliani che assegna il ruolo di terzo partito a Religious Zionism di Itamar ben Gvir, in aperto e conclamato odio verso arabi e palestinesi. La sua proposta è la pura e semplice annessione della Cisgiordania a Israele, a cui aggiunge la pena di morte per chi tira una molotov e poco meno dell’ergastolo per chi lancia una pietra contro le forze di sicurezza israeliane. E, naturalmente, il divieto di matrimonio tra arabi e israeliani.

Il segno di una patologia grave, di un razzismo ebraico, che si è insinuata ed è cresciuta nella società israeliana sulla quale Netanyhau si appoggia cinicamente pur di agguantare, per la quinta volta, il controllo del governo e sfuggire – elemento fondamentale – ai suoi processi. Una patologia che il centro e la sinistra israeliana non hanno saputo contrastare per tre ragioni: una carenza di leadership da parte dei suoi esponenti centristi, Yair Lapid e Benny Gantz, una scarsa capacità di disegnare e proporre la mission di Israele negli anni 2000 e una grande frantumazione a sinistra con i Laburisti e Meretz che si sono ciecamente rifiutati di allearsi per meschine rivalità di bottega.

L’incognita ora, se gli exit poll saranno confermati, sono le responsabilità di governo, i dicasteri che Bibi Netanyhau concederà a un Itamar ben Gvir, accusato 46 volte per fomentazione di disordini, vandalismo, istigazione al razzismo e sostegno a una organizzazione terroristica, e condannato otto volte, che aspira ora apertamente a condizionare le politiche della sicurezza con la parola d’ordine di sparare ai manifestanti palestinesi dentro Israele e in Cisgiordania.

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