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La guerra del Borscht, l’Unesco anticipa l’esame di candidatura

La candidatura, avviata dall’Ucraina nel 2019 e contestata dalla Russia, doveva essere valutata tra il 2023 e il 2024. Ma il Comitato ha deciso di anticipare perché necessita di una salvaguardia urgente. È la prima volta

La candidatura, avviata dall’Ucraina nel 2019 e contestata dalla Russia, doveva essere valutata tra il 2023 e il 2024. Ma il Comitato ha deciso di anticipare perché necessita di una salvaguardia urgente. È la prima volta

La guerra si sa non risparmia niente e nessuno. Per questo, per tutelare il patrimonio culturale immateriale dell’Ucraina, l’Unesco ha deciso di esaminare, con procedura d’urgenza, la candidatura del Borscht, il piatto tradizionale ucraino, nella Lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità. È la prima volta che accade.


La guerra del Borscht

La famosa zuppa rossa di barbabietole è da sempre al centro di una diatriba tra ucraini e russi che ora si è ulteriormente acuita: passando da piatto della “resistenza” e simbolo di tradizioni per gli chef ucraini che all’inizio del conflitto invitarono tutti a cucinarlo, a “vittima” della propaganda russa in un siparietto diventato virale in cui Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, in conferenza stampa, se ne è uscita con una frase senza senso: «l’oppressione dei russi in Ucraina ha raggiunto anche l’industria della cucina» In Ucraina «sono stati vietati anche i libri di cucina». Un’uscita che ha detta di molti è stata detta da una Zakharova ubriaca.


Candidatura contestata dalla Russia

La candidatura, avviata nel 2019 e da subito contestata dalla Russia che rivendica la paternità della specialità gastronomica, avrebbe dovuto essere stata valutata tra il 2023 e il 2024. Ma il Comitato Unesco per il patrimonio culturale immateriale ha deciso di anticipare a quest’anno la valutazione e di doverlo fare perché l’elemento necessita di una salvaguardia urgente. È la prima volta, in assoluto, che si procederà in questo modo, viene precisato dall’Organizzazione delle nazioni unite per l’educazione, la scienza e la cultura che ha sede a Parigi.


Comitato straordinario

Tale decisione è stata condivisa dall’Evaluation Body dell’Unesco, ovvero l’organo di esperti mondiali presieduto dall’italiano Pier Luigi Petrillo. Entro fine giugno quest’organo dovrà esprimersi e, in caso di valutazione positiva, il 1° luglio è già stato programmato un comitato straordinario dell’Unesco per deliberare l’iscrizione della tradizione culinaria nella Lista dei patrimoni mondiali dell’umanità.

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