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La guerra ucraina e la disinformazione della Cia

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Riportiamo parte dell’editoriale di Ron Paul pubblicato sul suo sito.

“La scorsa settimana NBC News ha pubblicato un articolo straordinario che riferiva come la comunità dell’intelligence statunitense stia fornendo consapevolmente informazioni che non ritiene sicure ai media mainstream statunitensi da dare in pasto all’opinione pubblica americano”.

“In altre parole, l’articolo dichiara che lo “stato profondo” degli Stati Uniti ammette di essere attivamente impegnato a mentire al popolo americano nella speranza di manipolare l’opinione pubblica”.

“Secondo l’articolo di NBC News, ‘diversi funzionari statunitensi hanno riconosciuto che gli Stati Uniti hanno utilizzato le informazioni come un’arma anche quando la fiducia nell’accuratezza delle informazioni non era elevata[ […]’”.

“I lettori ricorderanno i titoli scioccanti che spiegavano come la Russia fosse pronta a usare armi chimiche in Ucraina, come la Cina fosse intenzionata a fornire equipaggiamento militare alla Russia e come il presidente russo Putin attingesse disinformazione dai suoi consiglieri e altro ancora”.

“Tutti queste informazioni sono state sfornate dalla CIA per essere riprese dai media americani anche se si sapeva erano false. Si trattava, come ha detto un ufficiale dell’intelligence nell’articolo [della Nbc], di ‘provare a entrare nella testa di Putin’”.

“Questo potrebbe essere stato davvero l’obiettivo, ma ciò che la CIA ha fatto in realtà è stato entrare nella testa dell’America attraverso false informazioni intese a plasmare la percezione del conflitto nell’opinione pubblica. Hanno mentito in favore della narrativa dell’amministrazione Biden”.

“Quanti hanno spinto la bufala del ‘Russiagate’ negli anni di Trump hanno affermato che l’obiettivo della ‘disinformazione russa’ era quello di minare la fiducia degli americani verso il nostro governo, i media e altre istituzioni. Non è ironico che la stessa CIA abbia fatto più dei russi per minare la fiducia degli americani nei media sostenendo storie false per diffondere nel popolo americano una particolare narrativa?”.

Insomma, la Cia sta manipolando l’opinione pubblica modulando attraverso articoli mendaci la narrativa sulla guerra ucraina. Accade in America, con i media europei a ruota (a parte eccezioni che confermano la regola). Fin dove si spinga tale disinformazione è la grande domanda, con la risposta lasciata ai lettori.

Per parte nostra ci limitiamo a indicare le ovvie direttrici di questa arma di distruzione di massa: sostenere le ragioni dell’Ucraina a ogni costo, anche contro l’evidenza, e mettere in cattiva luce, fino al parossismo, la Russia.

Peraltro, in questo non c’è nulla di nuovo, da sempre la propaganda viene modulata così. Cambiano solo le tecniche e le modalità, oggi più raffinate e più capaci di “entrare nella testa” della gente comune (per usare l’immagine del funzionario della Cia).

Peraltro, ormai i media mainstream sono abituati alla disinformazione. Non è solo Ron Paul a denunciarlo, lo confessa candidamente anche Megan McArdle sul Washington Post – media mainstream per eccellenza insieme al gemello New York Times – in un articolo che spiega con sincerità sconcertante perché tanti lettori non si fidano più di essi.

Un problema grave, per tali media, al qual cercare è necessario trovare una soluzione. “Una soluzione reale – scrive la McAedle – richiederà la constatazione che noi dei media mainstream siamo parte del problema: non siamo fidati perché non siamo del tutto degni di fiducia“. Dove quel “del tutto” va letto con l’ironia del caso, dal momento che la cronista deve comunque, e giustamente, salvare il salvabile.

Detto questo, non possiamo che concludere ripetendo la grande domanda: fino a che punto si spinge tale disinformazione? Ricordiamo che per anni i media che raccontano la guerra ucraina hanno rigettato come falsa la storia del computer personale del figlio di Biden, hanno brandito il dossier Steele contro Trump, come anche lo scandalo del Russiagate… tutto falso.

in gioco, in quel caso c’era solo la poltrona presidenziale, nella guerra ucraina si gioca il destino stesso dell’America, il suo ruolo nel mondo… quanto in là può spingersi la disinformazione?

In attesa di un eventuale attacco chimico russo (sempre più pronosticato, quindi sempre più possibile), che servirà a ingaggiare ancor più l’Occidente, lasciamo ai lettori la risposta a tale domanda.

 

L’articolo La guerra ucraina e la disinformazione della Cia sembra essere il primo su piccole note.

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