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La winemaker di Monforte d’Alba Sara Vezza “miglior agricoltore biologico”

Sara Vezza, winemaker e titolare dell’azienda agricola che a Monforte d’Alba porta il nome della madre, Josetta Saffirio. Di se stessa, sul suo sito, scrive: “Siamo pezzi di un mosaico. Non siamo autori del vino, ma attori della natura: aiutiamo le piante a crescere, come figli e siamo in contatto con la vitalità della terra. Il suolo, la vite e tutto ciò che ci circonda. Il vino è una forza vitale, ricca di microrganismi che gli permettono di evolversi”.

Le piante come figli. Madre di quattro figli, ha fatto della sostenibilità ambientale la sua bandiera. “Essere contadino significa vivere la grande responsabilità della terra che abbiamo ereditato e che lasceremo ai nostri figli”.

La sua azienda ha ottenuto la certificazione dal CCPB. Il Metodo Biologico prevede l’utilizzo in vigneto solo di prodotti di copertura dalle malattie fungine che attaccano la vite, quali rame e zolfo. Non sono ammessi pesticidi, insetticidi chimici e diserbanti. La Produzione Sostenibile fa scelte oculate per ridurre l’impatto ambientale a 360 gradi, soprattutto a livello energetico. Coltiviamo un bosco per immettere ossigeno nell’ambiente e creare un’oasi dove gli animali selvatici possano rifugiarsi, poiché la viticoltura ha preso il sopravvento.

Tutto questo le è stato riconosciuto. Come annunciato da lei stessa sulla sua pagina Facebook, è infatti tra i tre finalisti del concorso europeo Best Organic Farmer – Female #EUOrganic Awards!

E’ il “Miglior agricoltore biologico – Donna” per il premio annuale #EUOrganic Awards! Sara Vezza è anche una delle fondatrici, nonché presidente, dell’associazione “L’Anello Forte”. Ne fanno parte le imprenditrici vitivinicole di Monforte d’Alba. Lo scopo è quello di riciclare e riutilizzare gli scarti prodotti nelle loro cantine e nel loro paese: carta, cartone, plastica, tappi, vinacce, rifiuti organici delle vigne. 

“Sono molto soddisfatta di questo risultato, perché è un riconoscimento dell’impegno e della fatica. Coltivare oggi è una grande sfida, perché siamo sotto il cielo e spesso è difficile. Lo è sempre stato, oggi abbiamo la tecnologia che ci supporta, ma i rischi e la fatica sono gli stessi che si affrontavano due secoli fa. Siamo in una terra baciata da Dio, ma ci sudiamo tutto. Con le mie scelte di sostenibilità cerco di preservarla e di restituirle il tanto che ci ha dato”, evidenzia Sara Vezza.

La winemaker parla anche di biologico, un concetto che definisce zoppo. “Deve essere inteso come concetto più vasto. Se fai monocoltura, questo non è biologico. Noi abbiamo il bosco e i frutteti, per esempio. In più il biologico deve essere anche economicamente sostenibile. Credo che servirà ancora qualche anno perché questo concetto si espliciti e venga applicato in tutta la sua complessità. Per quanto riguarda il futuro, noi dobbiamo pensare molto in là, anche quando facciamo degli investimenti. Credo che la grande sfida del futuro sia la gestione delle risorse idriche, ma dobbiamo agire adesso, avendo una visione che veda almeno dieci anni avanti”.

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