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MONTALTO DORA – Bici, dieci salite in dieci giorni: Matteo Antonicelli consegue il Brevetto d

MONTALTO DORA – Dieci salite e una montagna unica con le sue rampe, i suoi percorsi altalenanti, ma scenograficamente indimenticabili che passano attraverso boschi, pascoli, testimonianze di guerra e panorami mozzafiato sulla pianura veneta e le vette circostanti delle Dolomiti. E’ la piccola grande impresa compiuta nelle scorse settimane dal 65enne di Montalto Dora, Matteo Antonicelli, che ha conseguito il «Brevetto d’oro del Grappa». Un attestato che viene consegnato ai ciclisti che compiono in un anno le più importanti e impegnative 10 salite del monte Grappa utilizzando la bici da strada. In sella alla sua fedelissima «Specialized», lo sportivo canavesano ha affrontato e scalato, aiutato dal bel tempo, «Le 10 salite della vita» in appena 10 giorni, con circa 2000m di dislivello al giorno e pendenze sempre sostenute, fino a toccare il 24%.

«Sono sempre stato appassionato di montagna e bici – spiega Matteo Antonicelli, ex manager olivettiano, che l’anno scorso in bici è partito da Montalto Dora, dove vive, per raggiungere dopo 1400 chilometri Gioia del Colle in Puglia (la sua terra d’origine), unendo un pezzo di via Francigena con la ciclovia del Po e quella Adriatica – Ho partecipato fin dalla prima edizione al Cimento Canavesano, organizzato dal team Fuori Onda Bike. Mi piace molto questo evento, che è slegato dal “tempo di percorrenza”. E’ un modo di fare sport che condivido. Dal 1 marzo al 31 ottobre, in piena autonomia, ogni ciclista, infatti, può misurarsi con le 20 salite più belle del Canavese. In quest’ottica, dopo la Bel Piemonte Randonnée che ho fatto in primavera, ho scoperto quasi per caso il Brevetto del Monte Grappa. Sono salite che non hanno nulla da invidiare alle grandi salite alpine. Il dislivello è anche importante, la vetta conta 1.775 mt., il periplo alla base, in auto, è di 120 chilometri. I percorsi partono da dieci paesi differenti ai piedi della montagna e si concludono tutti in vetta al Grappa. E’ un’emozione unica che lascia il segno: la storia è lì con te e ti accompagna fino alla vetta dove c’è il sacrario, uno dei principali ossari militari della prima guerra mondiale. Si tratta di un luogo che fa riflettere: si percepisce nitidamente l’orrore della guerra e su come questa sia disumana e dovrebbe essere bandita dai pensieri dell’essere umano come mezzo per risolvere i conflitti».

«E’ stato impegnativo ma molto bello – aggiunge Matteo Antonicelli – Il panorama poi è fantastico, si possono ammirare le Dolomiti e addirittura scorgere la laguna veneta. Per il Brevetto del Grappa mi sono preparato uscendo ad allenarmi 3 volte a settimana. Più che altro per essere preparato ad affrontare le salite. Diciamo, che avendo affrontato il Cimento e la Randonnée non ero proprio a digiuno di rampe e dislivelli. Il ciclismo per me è una grande passione. Auspico la realizzazione di nuove ciclovie, per viaggiare in sicurezza, e soprattutto sono per un turismo sostenibile. E poi c’è l’Italia, che è un grande Paese e una potenza mondiale per turismo e cultura. Solo in Italia puoi viaggiare per tutta la vita e vedere sempre cose e luoghi unici e meravigliosi. La bici, ritengo, sia lo strumento perfetto per muoversi: ti permette di vedere sempre posti nuovi e da una prospettiva unica».

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