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Morto il manager Franco Tatò, a 24 anni iniziò la sua carriera alla Olivetti – Quotidiano Piemontese

E’ morto il manager Franco Tatò. Nato a Lodi il 12 agosto 1932, il manager si è spento alla vigilia di un intervento per cui era ricoverato all’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza. Accanto a lui la moglie Sonia e la figlia Carolina.

Era soprannominato “Kaiser Franz” per la durezza impiegata nel risanamento economico dei molti gruppi aziendali che nella sua carriera è stato chiamato ad amministrare.

A 24 anni, nel 1956, si legge su Wikipedia,”comincia una lunga gavetta all’interno del Gruppo Olivetti, lavorando per i primi sei mesi come operaio alla linea di montaggio dello stabilimento di Ivrea. Dal 1956, anno del suo ingresso in Olivetti, Tatò scala le posizioni nel gruppo fino a ricoprire incarichi di vertice. L’azienda lo incarica del risanamento delle controllate estere. Dal 1970 al 1973 è Amministratore Delegato di Austro Olivetti a Vienna. Dal 1974 al 1976 l’azienda lo invia in Gran Bretagna come Amministratore Delegato di British Olivetti a Londra. Questo fu il primo di una lunga serie di incarichi di risanamento di realtà aziendali in crisi.

Nel 1976 Tatò torna, e anche in considerazione del periodo giovanile di studi in Germania, diventa Amministratore Delegato della Deutsche Olivetti Gmbh di Francoforte, dove rimane fino al 1980, anno in cui assume la carica di Direttore Vendite Estere del Gruppo Olivetti. Dal 1982 al 1984 lascia temporaneamente la Olivetti. Viene chiamato a ricoprire la carica di CEO della società Mannesmann-Kienzle di Villingen-Schwenningen. Nel 1986 il ritorno in Olivetti con l’incarico di realizzare la ristrutturazione della Triumph Adler (9.000 dipendenti), che ha maturato un business nel mercato delle macchine da ufficio e computer, della quale l’azienda di Ivrea ha appena acquisito le attività da Volkswagen. Tatò in soli due anni porta a termine il risanamento dell’azienda con una severa politica di tagli di costi superflui e una contemporanea riorganizzazione del lavoro all’insegna dell’efficienza produttiva.

Per un anno, il 1990, si occupa di amministrare la Olivetti Office, specializzata nella produzione di macchine da ufficio. Un settore che nel ’90 vive una profonda crisi. Alla fine dell’anno, a causa di divergenze organizzative e strategiche con il numero uno dell’azienda di Ivrea, Felice Cassoni, Francesco Tatò e la Olivetti prendono atto di quello che agli occhi dell’opinione pubblica appare un divorzio consensuale.





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