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Nadef, gas, trivelle. Che cosa ha deciso il consiglio dei ministri

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Nadef e gas al centro del consiglio dei ministri di venerdì 4 novembre. Tutti i dettagli

Nadef e gas al centro del consiglio dei ministri di venerdì 4 novembre.

Ecco tutti i dettagli.

CHE COSA HA DETTO MELONI SULLA NADEF

“Per il 2023 abbiamo fatto un scelta importante. Nella Nadef abbiamo previsto un indebitamento netto al 4,5% che poi va a calare fino al 3% nel 2025, e questo ci consente di liberare 22- 23 miliardi che ugualmente intendiamo usare in via esclusiva per il caro energia. In totale, con la Nadef individuiamo 30 miliardi per il caro energia fino al 2023”, ha detto la presidente del Consiglio. “Noi riusciamo, per il 2022, a liberare grazie all’extragettito” dell’Iva e a un “terzo trimestre favorevole, circa 9 miliardi e mezzo che la prossima settimana vorremmo utilizzare sul caro energia”.

I NUMERI DELLA DEF

Nella Nadef “l’obiettivo è di mitigare gli effetti del caro energia su famiglie e imprese e su cui si concentra larga parte degli interventi con approccio prudente, realistico e sostenibile”, ha sottolineato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al termine del consiglio dei ministri. “Siamo consapevoli che fare previsioni a lungo termine in questo momento può essere un esercizio di pura accademia e siamo consapevoli e pronti a fronteggiare i rischi di recessione che da più parti a livello globale ed europeo vengono evocate e che ahimé potrebbero toccare anche l’economia italiana”. “Ci presentiamo davanti al Parlamento con questo atteggiamento responsabile”, ha aggiunto. La Nadef prevede una crescita del Pil dello 0,6% l’anno prossimo “inferiore rispetto a quella che poteva essere la previsione più ottimistica”. Il deficit si attesterà “al 4,5% rispetto al tendenziale del 3,4% creando spazio per fare un intervento che riteniamo doveroso per famiglie e imprese che ammonta a circa 23 miliardi per l’energia”, ha aggiunto Giorgetti, dopo l’approvazione della Nadef. Il deficit scenderà fino al 3% nel 2025. Il governo prevede anche “un discesa del debito costante fino a 141,2% nel 2025”, ha aggiunto. Poi ancora: Lo spazio in deficit per il 2023 permetterà di liberare 23 miliardi di euro da destinare alle misure contro il caro energia. Il deficit passerà infatti dal 3,4% tendenziale al 4,5% programmatico.

CAPITOLO ENERGIA

“Configureremo un’altra misura sul tema dell’energia come emendamento all’attuale decreto aiuti in conversione”: riguarda “la possibilità di liberare alcune estrazione di gas italiano facilitando le concessioni in essere e immaginandone nuove. Chiederemo ai concessionari che dovessero aderire di mettere a disposizione, in cambio, da gennaio gas tra 1 miliardo e 2 miliardi di metri cubi da destinare ad aziende energivore a prezzi calmierati”, ha detto ancora la premier Meloni in conferenza stampa dopo il Cdm. “Un prezzo per mettere in sicurezza le aziende più gasivore”, ha aggiunto.

LA SOLUZIONE EUROPEA

“Ovviamente noi partiamo dal presupposto che una soluzione anche europea sulle risorse per affrontare la questione delle bollette sia giusta e necessaria – ha detto Meloni -. Diversi Paesi propongono modelli come lo Sure sui quali le posizioni sono variegate e noi siamo favorevoli. E sicuramente ritengo che dovremmo usare tutte le risorse esistenti, dal Repower Ue ai Fondi di coesione non usati”.

DOSSIER TRIVELLE

Il Cdm ha dato il via libera alla norma sulle nuove consessioni per aumentare l’estrazione di gas. Sarà inserita, sotto forma di emendamento, nel decreto aiuti ter all’esame del Parlamento. Con l’emendamento sull’estrazione di gas che verrà presentato come emendamento al dl aiuti ter “viene autorizzata l’estrazione da giacimenti nazionali con capacità sopra a 500 milioni mc. Potenzialmente si stima una quantità di 15mld mc sfruttabili nell’arco di 10 anni”. Lo ha detto il ministro dell’ambiente e sicurezza energetica Gilberto Pichetto al termine del cdm. “Tutto questo deve avvenire al di sotto del 45esimo parallelo con l’unica eccezione che riguarda il ramo Goro del fiume Po”, ha aggiunto.

DECRETO MINISTERI

“Il Cdm ha approvato anche il decreto ministeri che contiene alcune novità sulle denominazioni che abbiamo scelto e che raccontano quelle che sono le nostre priorità nell’azione del Governo”, ha detto la premier. “Ho chiesto di essere qui anche al ministro Piantedosi” per fare il quadro sulla questione migranti e delle navi delle ong e su quelli che sono stati i “nostri interpelli” sul tema migranti in sede europea.

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