neopromosse-in-serie-a,-migliori-e-peggiori

Neopromosse in Serie A, migliori e peggiori

Manca ormai poco al calcio d’inizio della prossima edizione della Serie A, programmato eccezionalmente per il prossimo 13 agosto. Per ingannare l’attesa delle ultime settimane, dopo aver definitivamente archiviato la stagione conclusa, è inevitabile fare previsioni: chi vincerà lo scudetto, chi si aggiudicherà i piazzamenti per entrare in Champions League, chi finirà retrocesso. Meno frequente è interrogarsi sui destini delle nuove arrivate in A, come raro è chiedersi quali club abbiano fatto meglio e quali peggio nel loro primo anno da neopromosse. Eppure, andando a verificare gli albi della massima serie, fanno capolino storie spesso oscurate dalle vicende più celebrate del campionato, ma non per questo meno iconiche nel bene e nel male.

Una storia di questo tipo, per la verità piuttosto nota per la risonanza che ha avuto a livello nazionale, è quella che nel campionato 2001/2002 ha visto protagonista il ChievoVerona, squadra all’epoca pressoché sconosciuta della frazione veronese di Chievo. Nel precedente campionato di serie B la squadra era arrivata terza, guadagnandosi così un esordio in serie A che, complice anche la presenza del Verona, non si prefigurava memorabile. Aspettative presto sconfessate dai risultati del campo: i veneti, che annoveravano i futuri campioni di Germania 2006 Simone Barone e Simone Perrotta, occuparono per tutto il girone d’andata posizioni di vertice, chiudendo la stagione con un impronosticabile quinto posto e la qualificazione alla Coppa UEFA. Una storia che i tifosi non hanno mai dimenticato, anche perché coincidente con la retrocessione dei rivali cittadini del Verona.

Di segno diametralmente opposto, invece, la retrocessione dell’Ancona nel campionato 2003/2004. Le aspettative, all’inizio della competizione, erano abbastanza ottimistiche: nell’annata precedente la squadra si era classificata quarta dopo un buon campionato di cadetteria, preparandosi alla Serie A con una squadra dai nomi importanti. In rosa comparivano Dino Baggio, Maurizio Ganz, un giovane Goran Pandev destinato ai fasti del triplete con l’Inter e, soprattutto, Mario Jardel: l’attaccante brasiliano vantava una brillante carriera fra Europa e Sudamerica, ma attraversava un periodo funestato da difficili vicende personali e, arrivato all’Ancona nel mercato di gennaio, si rese protagonista di un clamoroso equivoco quando salutò i tifosi del Perugia confondendone i colori con quelli della sua neosquadra. Un’anticipazione dei drammi futuri: l’Ancona concluse il campionato con 7 pareggi, appena 2 vittorie e soprattutto 25 sconfitte, protagonista di un’annata impossibile, purtroppo, da dimenticare.

Altra retrocessione fragorosa, più recente, è quella che ha visto protagonista il Pescara nella stagione 2016/2017: arrivata dai playoff della precedente stagione di Serie B, la squadra si presentò alla partenza con un organico dove figuravano gli esperti Sulley Muntari, passato per Inter e Milan, e Alberto Gilardino, protagonista con la nazionale ai Mondiali 2006. In questo caso, se possibile, il passivo è stato perfino peggiore di quello dell’Ancona: i biancazzurri sono stati in grado di raccogliere 3 vittorie, una delle quali a tavolino, 9 pareggi e ben 26 sconfitte, numeri che ne sancirono la matematica retrocessione con cinque giornate d’anticipo.

Tornando a più felici risultati, impossibile non pensare al Palermo 2004/2005, tornato in Serie A dopo 31 anni grazie alla vittoria della Serie B dell’anno precedente. La stagione iniziò mantenendo l’allenatore Guidolin e regalandogli una rosa comprendente ben cinque futuri protagonisti di Germania 2006: Luca Toni, Simone Barone, Fabio Grosso, Andrea Barzagli e Christian Zaccardo. C’erano tutte le premesse per una vera e propria favola di provincia, realizzatasi alla fine del torneo con il raggiungimento di un sesto posto valido per l’accesso alla Coppa UEFA.

La prossima Serie A potrebbe svelare nuovi nomi da aggiungere alle migliori neopromosse, con il Monza serio candidato: al debutto nella massima serie, la squadra annovera dirigenti esperti come Silvio Berlusconi e Adriano Galliani e ha condotto un calciomercato importante. Figura, inoltre, insieme a nomi nobili del calcio internazionale, come Manchester City e Shalke, tra le compagini che maggiormente si stanno distinguendo per investimenti nelle squadre di eSport, accostandosi quindi ad alcune delle dirigenze più attive nei confronti di un fenomeno al quale il mondo del calcio guarda con costante interesse. Lecce e Cremonese, le altre due neopromosse, hanno condotto un mercato meno scoppiettante ma sicuramente non tale da creare aspettative in positivo o in negativo.

Appuntamento dunque all’imminente campionato, nell’attesa di scoprire se l’elenco di migliori e peggiori neopromosse si arricchirà di altri nomi.

Related Posts

Lascia un commento