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No, il vaccino anti-Covid non causa il morbo della mucca pazza

Il 29 luglio 2022 la redazione di Facta ha ricevuto una segnalazione che chiedeva di verificare un articolo pubblicato sul sito La nuova bussola quotidiana il 26 luglio 2022 e intitolato “«Così il morbo della mucca pazza ha ucciso mia madre dopo il vaccino»”. Secondo quanto riportato, «lo sviluppo del morbo di Creutzfeldt-Jakob (Mucca Pazza) dopo il vaccino a mRna sta diventando una solida realtà sempre più documentata da lavori scientifici». Nell’articolo la presunta correlazione è supportata dalla storia di una donna deceduta nel luglio 2022 alla quale sarebbe stato diagnosticato il morbo in seguito alla seconda dose di vaccino, ricevuto a maggio 2021 e da vari studi che confermerebbero questa correlazione.

Si tratta di informazioni prive di fondamento scientifico, che veicolano una notizia falsa. Andiamo con ordine.

Il morbo di Creutzfeldt-Jakob, inclusa la sua variante legata al consumo di carne bovina infetta nota come “mucca pazza”, è una malattia neurodegenerativa rara che appartiene al gruppo delle cosiddette “malattie da prioni” causate da un tipo di proteina mutata chiamata prione.

Innanzitutto è necessario precisare che nei documenti decisionali con cui la Fda (Food and drug administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) ha autorizzato i vaccini Pfizer e Moderna, i due a mRna,  in seguito a studi clinici che hanno coinvolto decine di migliaia di volontari, non è stata trovata alcuna menzione alle malattie da prioni o altre patologie neurodegenerative.

Inoltre, David Gorski, professore associato di chirurgia presso la Wayne State University, ha dichiarato ai colleghi di Afp che «le malattie da prioni sono malattie del sistema nervoso centrale» e i vaccini anti-Covid non vengono iniettati nel sistema nervoso centrale. Gorski ha aggiunto anche che le affermazioni sui vaccini a base di mRna e sulle malattie neurodegenerative sono «speculazioni basate su una biologia altamente implausibile».

Nell’articolo che stiamo analizzando vengono citati diversi studi a sostegno della correlazione tra vaccini anti-Covid e malattie da prioni. Questi studi, in realtà, non hanno alcun fondamento scientifico. Vediamo perché.

In primo luogo si fa riferimento a Loretta Bolgan, che si definisce una «consulente scientifica» e che risulta essere vicina ad ambienti negazionisti sulla pandemia e antivaccinisti. Come avevamo già chiarito su Facta, le affermazioni di Bolgan rispetto al nesso tra vaccino anti-Covid e malattie da prioni sono prive di fondamento scientifico in quanto non esiste nessuno studio che suggerisca che i vaccini contro la Covid-19 causino patologie neurodegenerative.

Un’altra fonte utilizzata a supporto della falsa teoria è un articolo scientifico di J. Bart Classen in cui «si evidenziava il rischio di malattie da prioni con i vaccini a mRna». Secondo Health Feedback, rete di scienziati che si occupa di distinguere fatti e finzione in ambito medico-sanitario, l’articolo di Classen rappresenta «una speculazione completamente infondata e fuorviante che non contiene alcuna prova sperimentale» in quanto non è presente nessun dato e la metodologia di ricerca è vaga. L’autore dello studio, Bart Classen, è un immunologo che in precedenza aveva pubblicato ricerche che collegavano in modo errato i vaccini al diabete di tipo 1 e all’obesità

In seguito, l’articolo menziona una ricerca della Facoltà di medicina dell’Università di Pammukale, in Turchia. Nella stessa sperimentazione, però, si legge che «non ci sono prove che i vaccini anti Covid-19 portino a malattie neurodegenerative» e che per provare la relazione di causa-effetto tra i vaccini anti-Covid e le malattie da prioni «sono necessari ulteriori studi in questo settore».

Nell’articolo sono poi presenti altri studi a sostegno della tesi secondo cui i vaccini a mRna sarebbero responsabili dell’insorgenza di malattie neurodegenerative, come una ricerca pubblicata da Stephanie Seneff e Grag Nigh. Stephanie Seneff è laureata in biofisica, con un dottorato in ingegneria elettronica e lavora come ingegnere informatico. Per oltre tre decenni i suoi interessi di ricerca si sono sempre concentrati sull’intersezione tra biologia e calcolo. Non è quindi un medico, né una ricercatrice esperta di vaccini e sistema immunitario. Seneff, inoltre, è nota per aver diffuso altri casi di disinformazione legati all’alimentazione e ai vaccini anti-Covid. Anche l’altro autore, Greg Nigh, non è un medico, né un esperto di vaccini. Nigh è laureato in Inglese e Scienze Umanistiche e, in seguito, ha conseguito i titoli di studio in naturopatia e medicina orientale presso il National college of natural medicine (Nunm), una scuola privata di naturopatia e medicina cinese.

Infine, l’ultimo studio riportato sulle presunte malattie da prioni in seguito al vaccino anti-Covid è firmato, tra gli altri, da Luc Montagnier. Si tratta di un studio in preprint pubblicato su Researchgate a maggio 2022 e poi rimosso. Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2008, durante l’emergenza sanitaria globale si è contraddistinto per alcune dichiarazioni sui vaccini e sulla pandemia prive di fondamento scientifico (come si può vedere qui, qui, qui, qui, qui e qui).

Su Facta ci siamo occupati di altri casi di disinformazione legati agli effetti dei vaccini (qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui)  

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