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Notte Europea dei Ricercatori, al Mufant un Dino Buzzati fantascientifico in mostra a Torino – Quotidiano Piemontese

Durante la Notte Europea dei Ricercatori 2022 organizzata dal Politecnico e dall’Università degli Studi di Torino – un evento che si svolge contemporaneamente in tutta Europa e che incoraggia l’incontro tra il mondo della ricerca scientifica e la società – Mufant organizza un pomeriggio dedicato ai rapporti fra scienza e umanesimo e all’avvicinamento dei cittadini alla scienza. E lo fa, come di consueto, attraverso la fantascienza.

L’evento prevede un duplice appuntamento, l’inaugurazione della mostra temporanea “Dino Buzzati e le stelle” che presenta un Buzzati inedito ed originale attraverso articoli, dipinti e racconti sul tema dell’esplorazione e della corsa allo spazio e il lancio di “Tecno Profezie ”, un progetto di welfare culturale che vedrà impegnato il Museo per l’intera stagione in un percorso che mette al centro la fantascienza come strumento per avvicinare le persone al mondo dell’innovazione digitale, con uno sguardo particolare a quelle in condizioni di fragilità. 

  • La mostra: Dino Buzzati e le stelle, 1.10.2022 – 12.02.2023. 

Nell’anno in cui si celebra il cinquantenario dalla scomparsa, il Museo dedica una mostra a Dino Buzzati (Belluno 1906 – Milano 1972), scrittore, giornalista e pittore fra i più grandi esponenti del fantastico del Novecento italiano. Conosciuto al grande pubblico per Il Deserto dei Tartari, il suo romanzo più famoso incentrato sul tema dell’attesa, Buzzati scrisse moltissimi racconti di ambientazione fantastica, quasi metafisica, talvolta surreale e fantascientifica. E’ su questo ultimo aspetto, meno conosciuto ma non per questo meno significativo, che si sofferma la mostra. Se il Buzzati fantastico non è stato riconosciuto adeguatamente dalla critica, che per molto tempo lo ha confinato nell’ambito della letteratura “minore”, definendolo, in senso negativo, il “kafka italiano”, una sorta di imitatore dei modelli dello scrittore modernista,  lo è stato ancor meno il Buzzati fantascientifico, anche a causa della generale diffidenza nei confronti del genere in Italia. Dino Buzzati e le stelle, si sofferma invece sull’inesplorato volto fantascientifico di Buzzati, con particolare attenzione a due dei suoi ambiti più rappresentativi, la “conquista del cosmo” e gli “avvistamenti di dischi volanti ed extraterrestri”. Buzzati ha vissuto nel pieno della space age, caratterizzata dalla corsa alla conquista dello spazio fra USA e URSS ma anche dalle ondate di avvistamenti nel cielo di oggetti non identificabili. Dino Buzzati ha raccontato l’era spaziale attraverso i tre linguaggi che per tutta la vita gli sono stati più congeniali: la narrativa, l’arte pittorica e la cronaca giornalistica (Buzzati ha lavorato per anni al Corriere della Sera stringendo con la testata un legame simbiotico).

Il suo profondo interesse per le questioni riguardanti la conoscenza del cosmo portò Buzzati a scrivere numerosi racconti di fantascienza e articoli giornalistici a tema ufologico e spaziale tra il 1947 e il 1971, molti dei quali possono essere considerati “inediti” perché mai ripubblicati in volume dopo la loro prima apparizione in sede di quotidiano o di rivista. A questi testi si aggiungono le opere pittoriche che testimoniano ancor più del fascino che i misteri dello spazio ignoto esercitavano su di lui e di come egli li rappresentò attraverso la sua fervida immaginazione. 

Buzzati si occupò con interesse profondo e personale anche della questione dei “dischi volanti” che, originatasi negli Stati Uniti alla fine degli anni Quaranta, arrivò anche nel nostro Paese grazie alla stampa, diventando, da un lato, un fenomeno “di moda” oggetto di cronache sensazionalistiche (ed anche di speculazione) e, dall’altro, un fenomeno serio da osservare come manifestazione psicologica del disagio collettivo di un’epoca. È il secondo di questi approcci, derivato anche dagli studi condotti da Carl Gustav Jung in materia, che il Buzzati-giornalista adottò nei suoi articoli sugli UFO apparsi tra il 1962 e il 1965. In questi scritti Buzzati propose riflessioni sulle tante testimonianze di avvistamenti di dischi nei cieli italiani e di contatti con forme di vita extraterrestre, osservandole come fenomeno sociologico, cercando perciò di fare ipotesi plausibili sulle sue cause e ricostruendo di volta in volta i tratti del complesso identikit dei cosiddetti “discofili” e “contattisti”.

“E’ da tempo che volevamo proporre una mostra sul “Buzzati fantascientifico” – dice Silvia Casolari, co-curatrice della mostra insieme a Valentina Polcini. Abbiamo fatto un’operazione simile con la fantascienza di Primo Levi e con quella di Emilio Salgari, l’occasione, in questo caso, è arrivata all’ultima edizione del Salone del Libro di Torino quando abbiamo ospitato, da un’idea di Edoardo Russo, patron del Cisu – Centro Italiano Studi Ufologici – la presentazione di Buzzati e le stelle, il bellissimo saggio di Valentina Polcini per i Quaderni del Centro Studi Buzzatiani. La sfida è stata quella di adattare un saggio in un percorso espositivo capace di presentare la poetica di un grande autore come Buzzati senza tralasciare di affrescare un’epoca colorata, stupefacente e sensazionale come è stata l’era spaziale”.

La mostra – che espone prime edizioni, articoli giornalistici, opere pittoriche, materiali e toys da collezione, estratti di video-interviste dalle Teche Rai – è sostenuta dalla Fondazione CRT, patrocinata dall’Università di Warwick ed è frutto di una riuscita collaborazione fra il Museo, l’Associazione Internazionale Dino Buzzati e il Centro Italiano Studi Ufologici. Di particolare pregio i due dipinti buzzatiani “I marziani” e “I maghi d’autunno” e la splendida collezione di giocattoli d’epoca del collezionista torinese Paolo Fiorino.

  • Il lancio del progetto TECNO PROFEZIE

Tecno Profezie, un hub di welfare culturale per l’innovazione digitale, sostenuto dalla Città di Torino con fondi PON Metro React EU, è l’articolato progetto che, a partire dal lancio del primo ottobre, sarà implementato per un anno dal Museo Mufant in collaborazione con l’Università di Torino (Dip. di Informatica e Dip. di Filosofia e Scienze dell’Educazione), la ASL di Torino, le cooperative sociali Altra Mente e Strana Idea e la ong CIFA.

Il progetto costituisce una risposta resiliente al disagio sociale prodotto dalla pandemia Covid-19, a partire da tre evidenze: il persistente analfabetismo digitale della popolazione italiana (l’indice DESI ci colloca agli ultimi posti fra i paesi europei), il delinearsi di una categoria sociale – quella dei Neet – costituita da un crescente numero di giovani socialmente isolati e senza occupazione, il persistere della povertà socio-economico-culturale nelle periferie cittadine.

Obiettivo generale di Tecno Profezie è avvicinare il maggior numero possibile di persone ai temi dell’innovazione digitale utilizzando la fantascienza, un genere vocato a raccontare la scienza attraverso la fiction narrativa.

Il progetto, diffuso sul territorio della Circoscrizione 5 di Torino e rivolto a pubblici di prossimità, studenti e categorie sociali svantaggiate, contempla una serie di azioni a matrice culturale, formativa e sociale focalizzate sui temi dell’innovazione digitale come blockchain, NFT, commonshood e First Life, il social network georeferenziato che si sta sviluppando in Unito e testando insieme alla Città di Torino.

MUFANT – P.zza Riccardo Valla 5

Sabato 1 ottobre 2022, dalle ore 16:00 alle ore 20:00

Si accede all’evento con i biglietti standard del Museo: Ingressi – MUFANT

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