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PD Biellese contro la legge regionale “Allontanamento Zero”: “Affidi non sono business, aumentarsi lo stipendio a 6.250 euro al mese sì” – BI.T Quotidiano | Notizie dal Biellese

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato stampa diffuso dalla Segreteria provinciale del Partito Democratico Biellese in merito all’approvazione della legge regionale, cosiddetta “Allontanamento Zero” (proponente l’assessore biellese alla Famiglia Chiara Caucino), in tema di affido di minori. Si tratta di un provvedimento che ha suscitato un vera e propria levata di scudi da parte di enti, associazioni, ordini professionali, docenti e magistrati, ma non c’è stato verso di modificare l’impianto normativo della legge.

L’assessore alla Famiglia del Piemonte, Chiara Caucino

Iniziamo dalle basi: l’affido nasce per dare un ambiente familiare “sano” a un minore mentre la sua famiglia naturale non è in grado di averne cura, per farlo tornare a casa prima possibile. Se proprio non ci sono speranze che la famiglia naturale potrà mai prendersene cura, allora il minore viene dichiarato adottabile (e di regola NON può essere adottato dalle famiglie affidatarie). 

Spesso sono proprio i genitori in difficoltà a chiedere il supporto di una famiglia affidataria, e solo in situazioni estreme (abusi, violenze, incuria grave) si arriva all’allontanamento coatto.

Le famiglie che si offrono di diventare affidatarie devono intraprendere un percorso formativo e un iter di valutazione di idoneità. E accettano di accogliere come loro figlio un minore che potrebbe tornare a casa in qualsiasi momento.

Gli allontanamenti non vengono decisi da assistenti sociali, ma sono frutto di un lavoro di collaborazione tra psicologi infantili, assistenti sociali e consulenti dei magistrati; la decisione finale spetta a un collegio giudicante.

In Italia, per legge, non si possono fare allontanamenti per ragioni economiche. Sostenere il contrario, come continua a fare l’assessora Caucino, è falso. E poi se è al corrente di allontanamenti illegali, perché non li denuncia facendo nomi e cognomi?

Per giustificare questa folle legge, le destre hanno parlato di affidi come un business. Sapete che rimborso prendono le famiglie affidatarie che accolgono un minore per 7 giorni su 7 e 24h su 24? Sono 412 euro al mese. Hanno idea di quanto costi mantenere un figlio? Asili nido, libri per la scuola, eccetera.

Il vero business c’è stato quando la giunta Cirio si è alzato lo stipendio a 6.250 euro al mese!

Altro baco della legge: dare soldi alle famiglie naturali per risolvere il problema. Le difficoltà non sono economiche, possono essere risolte solo rinforzando i servizi sociali. Anzi, per ovvie ragioni spesso un assegno peggiorerebbe il problema.

Sì, è vero, per le famiglie d’origine c’è dolore, quando avviene l’allontanamento. Tanti genitori non si rendono conto dei danni che fanno. Ma la priorità è il minore, anche se il minore non vota mentre i genitori sì…

Contro la legge si sono schierati Comuni, Ordini professionali, Associazioni, Docenti, Magistrati: neppure ascoltati. Il benessere dei bambini sacrificato alle ambizioni politiche.

Una proposta: che la Caucino faccia domanda per diventare genitore affidatario. Quando avrà toccato con mano cosa sia DAVVERO il mondo dell’affido, vedrà il problema con un punto di vista diverso: magari, con un sussulto di dignità, sarà lei stessa a chiedere di abrogare la propria legge.

Segreteria provinciale Partito Democratico Biellese

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