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Persone dietro la facciata

Se l’architettura non viene fatta per le persone, per che cos’altro la facciamo? Con queste parole il vincitore del Pritzker Prize 2022, Diébédo Francis Kéré, sintetizza la sua visione. È stato scelto dalla giuria per la sua capacità di «trovare modi brillanti, stimolanti e rivoluzionari» per risolvere temi dell’architettura contemporanea. «Kéré contribuisce al dibattito incorporando le dimensioni locale, nazionale, regionale e globale in un equilibrio molto personale tra esperienza di base, qualità accademica, low tech, high tech e reale multiculturalismo». Il suo lavoro cambia gli schemi non più sostenibili di produzione e consumo. Attivo in tutto il mondo, realizza interventi con cui diffonde i principi chiave del suo studio come l’uso scultoreo della luce naturale, gli elementi simbolici, il richiamo alle sue radici.

Gando (Burkina Faso), 2001, scuola elementare
È il progetto che ha stabilito le basi dell’ideologia di Kéré: costruire con e per una comunità, per soddisfare un bisogno essenziale e riscattare le disuguaglianze sociali. Per realizzarla, Kéré ha raccolto fondi a livello internazionale, creando opportunità per i suoi concittadini e contribuendo alla formazione professionale locale. Il successo di questo progetto ha portato il corpo studentesco da 120 a 700 studenti e ha determinato la necessità di creare gli alloggi per gli insegnanti (2004), un’estensione della struttura (2008) e la biblioteca (2019).

Credits Erik-Jan Owerkerk

Londra (Regno Unito), 2017, Serpentine Pavillion
Il Padiglione, ospitato nei giardini di Kensington, è stato realizzato traendo ispirazione dalla vegetazione del Paese natio dell’architetto. La grande tettoia ha una struttura in acciaio e oscuranti in legno, e la struttura ha una pelle trasparente che permette l’ingresso della luce naturale che, di notte, la trasforma in una lanterna illuminata. Dopo il successo dell’esposizione, il Serpentine Pavillion 2017 di Kéré è stato acquistato dalla Ilham Gallery di Kuala Lumpur per essere ricollocato, in maniera permanente, in Malaysia.

Credits Iwan Baan
Credits George Rex

Fishtail (Montana, Stati Uniti), 2019, Xylem
Il padiglione di raduno per il Tippet Rise Art Center sorge in una radura circondata da pioppi ed è stato progettato come un rifugio tranquillo per i visitatori del ranch che qui possono meditare o riunirsi per conversare, contemplando i rami mossi dal vento lungo la riva del Grove Creek. Il legno di pino sostenibile utilizzato per la costruzione proviene da un processo di potatura naturale che salva le foreste dagli insetti parassiti.

Courtesy Of Kéré Architecture / Photo Courtesy Of Iwan Baan
Courtesy Of Kéré Architecture / Photo Courtesy Of Iwan Baan

Porto-Novo (Benin), 2021, Assemblea nazionale
La nuova sede del Parlamento (fine lavori prevista per il 2023) è imponente e richiama la forma dei grandi alberi di avocado palaver, utilizzati da generazioni dalle comunità dell’Africa occidentale per ospitare riunioni pubbliche e prendere decisioni comuni. «Questo progetto dà forma alle nostre idee sull’incontro delle comunità e su ciò che l’architettura africana contemporanea può rappresentare».

Rendering Courtesy of Kéré Architecture
Rendering Courtesy of Kéré Architecture

Diébédo Francis Kéré è nato nel 1965 in Burkina Faso, è il figlio del capo villaggio di Gando. Si trasferisce nella capitale Ouagadougou a sette anni, per frequentare la scuola. Vince una borsa di studio dalla Carl Duisberg Gesellschaft per un tirocinio in Germania. Continua la sua formazione alla Technische Universität di Berlino. Nel 1998 costituisce l’associazione Schulbausteine für Gando, per lo sviluppo del suo paese. Nel 2004 si laurea con una tesi su una scuola primaria, che riesce a costruire lo stesso anno nel suo villaggio, grazie ai fondi raccolti. Nel 2005 fonda Architecture, con un team stabile a Berlino e uno in Burkina Faso, e progetta numerose opere pubbliche, scuole e strutture mediche, ma anche padiglioni per esposizioni internazionali.

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