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Più stipendio netto per docenti e Ata, pensioni minime a 600 euro e Quota 103. Il Governo approva la Manovra 2023. Adesso andrà in Parlamento. BOZZA – Orizzonte Scuola Notizie

Via libera al disegno di legge della manovra 2023, la prima del governo Meloni. Sono previste misure per 30-32 miliardi: una legge di bilancio “attenta a famiglie e imprese, con particolare attenzione ai redditi bassi”, secondo la premier Giorgia Meloni.

Sul tavolo del governo, taglio del cuneo fiscale, Quota 103 per le pensioni, flat tax estesa, stretta sul reddito di cittadinanza. C’è attesa anche per capire quali saranno gli interventi specifici per il mondo della scuola, ma, allo stato attuale, non sembrano esserci grandi novità in tema di risorse: saranno stanziati i fondi per le attività inderogabili, il resto sarà rimandato ai prossimi provvedimenti dell’esecutivo.

A margine di un convegno a Milano, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha detto: “Conto che sulla manovra ci siano nuove risorse e mi batterò per questo, anche se la coperta è corta. Per il 2023 servono 300 milioni di euro. Qualora non ci dovessero essere, nel contratto c’è scritto che si prenderanno dal fondo destinato alla valorizzazione professionale. Ma io conto che per il 2023 ci possano essere risorse aggiuntive”

Quota 103 solo per il 2023

Tra le misure allo studio, a quanto si apprende, nella manovra sul tavolo del Cdm è prevista l’introduzione di quota 103 ma solo per il 2023. Dunque in pensione a 62 anni di età con 41 anni di contributi all’attivo. La riforma più ampia, secondo alcune indiscrezioni, preluderebbe l’uscita con il solo requisito contributivo, fissato a 41 anni, senza nessun vincolo anagrafico.

Proroga Opzione donna. Ma con alcune modifiche

Cambia, con la manovra targata Meloni, ‘opzione donna’, il calcolo contributivo che consente alle lavoratrici di ottenere un trattamento pensionistico con requisiti notevolmente ridotti. A quanto si apprende da fonti di governo, ‘opzione donna’ viene sì prorogata di un anno, ma anche legata al numero di figli: si esce a 58 anni con due o più figli, a 59 se si ha un solo figlio.

Non solo: sempre in tema pensioni, secondo le ultime indiscrezioni le pensioni minime salirebbero a 600 euro.

Reddito di cittadinanza: dal 2024 stop per tutti

Stop non solo per gli occupabili. Dal 1 gennaio 2024 il reddito di cittadinanza viene abrogato per tutti -occupabili e non- sostituito ‘tout court’ da una nuova riforma, “perché serve un cambiamento a 360 gradi”, spiegano fonti di governo.

Carta acquisti per redditi fino a 15mila euro

Carta spesa per i meno abbienti, quelli con un reddito fino a 15mila euro. La manovra sul tavolo del Consiglio dei ministri prevedrebbe un fondo di 500 milioni destinato a ‘coprire’ l’acquisto di beni di prima necessità – come pasta, pane e latte – garantiti così a chi ha difficoltà a riempire il carrello della spesa. La carta verrebbe gestita dai Comuni, utilizzabile in tutti i punti vendita che aderiscono all’iniziativa.

Flat tax al 15% fino a 85mila euro

Per quanto riguarda, invece, la flat tax, ci sarà l’imposta piatta del 15% con ricavi fino a 85mila euro: dagli attuali 65mila all’obiettivo dei 100mila si passa al livello intermedio. Non solo: prevista la cancellazione delle mini-cartelle fino a 1000 euro e uno sconto del 50% di quelle tra 1000 e 3000 euro. Si ventila poi una riduzione o azzeramento per un anno dell’Iva su pane, pasta e latte e Iva ridotta al 5% sui prodotti per l’infanzia e l’igiene intima femminile, cioè gli assorbenti. Decontribuzione totale per le aziende che assumono under 35.

Taglio del cuneo fiscale

Previsto anche il taglio di due punti del cuneo fiscale per i dipendenti, misura già decisa dal governo Draghi: l’obiettivo del taglio sarà quello di incrementare la somma netta percepita dal lavoratore con lo stipendio. Sarà rifinanziato con quasi 4 miliardi di euro. Con cuneo fiscale intendiamo la differenza tra lo stipendio lordo versato dal datore di lavoro per il dipendente e la busta paga netta incassata da questi. Il governo pensa, dunque, alla proroga della misura per aumentare così i benefici rivolti ai lavoratori, che. avendo più soldi in tasca, avrebbero anche maggiori capacità di spesa.

Il taglio sarà incrementato di un altro punto, fino a 3 punti, per le fasce più fragili, quelle con un reddito inferiore a 20mila euro, mentre si va verso una replica del taglio di 2 punti per i redditi fino a 35mila euro.

Misure per famiglia

Provvedimenti anche per famiglia e natalità.  Ci dovrebbe essere poi un raddoppio da 100 a 200 euro della maggiorazione forfettaria dell’assegno unico universale per i nuclei familiari con quattro o più figli 100 euro in più per i nuclei familiari con figli gemelli, fino al compimento del terzo anno di età: sono le proposte che il ministero della Famiglia avanza in vista della messa a punto della prossima legge di bilancio. La maggiorazione avverrebbe a decorrere dal 2023.

Il ministero guidato da Eugenia Roccella avanza anche l’istituzione di un fondo da 68 milioni dedicato, a decorrere dall’anno 2023, per i centri estivi a favore dei ragazzi, in modo che il sostegno delle opportunità socio-educative a favore dei minori diventi strutturale.

L’iter del provvedimento

Dopo il via libera del Consiglio dei Ministri, il disegno di legge passerà quindi in esame alla commissione Bilancio della Camera per poi approdare in Aula intorno al 20 dicembre. Seguirebbe poi un passaggio formale in Senato per il disco verde definitivo a ridosso di Natale.

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