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Ponte del 2 Giugno, un piccolo grande esodo che vale 5 miliardi

È il giro di affari stimato da Federalberghi per la Festa della Repubblica. In viaggio potrebbero mettersi fino a 13 milioni di italiani. I trend: natura, divertimento e turismo di prossimità

È il giro di affari stimato da Federalberghi per la Festa della Repubblica. In viaggio potrebbero mettersi fino a 13 milioni di italiani. I trend: natura, divertimento e turismo di prossimità

Saranno circa 13 milioni gli italiani in viaggio per il ponte del 2 Giugno, la maggioranza dei quali (87,4%) sceglierà di restare in Italia. È quanto riferisce lo studio di Federalberghi. Mare, montagna, parchi, città d’arte e bellezze naturali le destinazioni prescelte, il più vicino possibile alla propria regione di appartenenza. Per coloro che invece andranno all’estero (12,6%) in pole position sono le grandi capitali europee, ma anche il viaggio in crociera. In testa alla classifica, appare in evidenza uno straordinario e sano bisogno di relax, distrazione e divertimento, ovvero l’esigenza di godersi una vacanza in totale spensieratezza.

Allo studio di Federalberghi si affianca quello di Fipe-Confcommercio nel quale si evidenzia che la durata media sarà di 3 giorni e che si spenderà circa 460 euro a testa. Per cene, pranzi e aperitivi durante la vacanza, Fipe-Confcommercio calcola una previsione di spesa totale che va da 860 milioni a 1,3 miliardi di euro, confermando la ristorazione come componente importante dell’offerta turistica.

Si torna quindi a fare vacanze vere e proprie, scegliendo prevalentemente una struttura turistico ricettiva e, solo in 3 casi su 10, una seconda casa o ospiti di parenti o amici.

Ponte del 2 Giugno, un piccolo grande esodo che vale 5 miliardi

Il Ponte del 2 Giugno muoverà 13 milioni di italiani e un giro di affari da 5 miliardi

Sembra di fare un passo indietro nel tempo, o forse in un auspicabile futuro, analizzando la fotografia del movimento turistico degli italiani in occasione della festa della Repubblica, secondo l’indagine previsionale della Federalberghi realizzata con il supporto di Acs Marketing Solutions.

A muoversi per Federalberghi saranno 13 milioni di italiani e in prevalenza sceglieranno mete vicine, di prossimità. Gli italiani cercano relax, magari in mezzo alla natura, e divertimento per lasciarsi alle spalle il lungo periodo pandemico.

Di essi la stragrande maggioranza, pari all’87,4% rimarrà in Italia, mentre il 12,6% andrà all’estero.

Dove in vacanza – Nella scelta della tipologia della vacanza di questo ponte le località marine saranno quelle prese letteralmente d’assalto. Il 44,5% sceglierà il mare, il 21,3% preferirà le città d’arte maggiori e minori, l’8,8% andrà in località di montagna. Un 5,4% ne approfitterà per una pausa in una località lacuale ed un 2,8% prediligerà una località termale e del benessere.

Dove soggiornare – L’alloggio vedrà un’affermazione della casa di parenti o amici con il 31,2% della domanda. Seguono la struttura alberghiera con il 23%, la casa di proprietà con il 15,2%, i bed & breakfast con il 14,8% e l’appartamento in affitto con il 3,8%.

Quanto si spenderà – La spesa media pro-capite, comprensiva di viaggio, alloggio, ristorazione e divertimenti, si attesterà sui 447 di cui € 389 per chi rimarrà in Italia e € 856 per chi andrà oltre confine.

La permanenza media si attesterà sulle 3,9 notti e ciò determinerà un giro d’affari turistico di circa 5,67 miliardi di euro. La gran parte della spesa dei viaggiatori sarà destinata ai pasti (28,8%). Il viaggio e l’alloggio assorbono rispettivamente il 19,9% e il 16,7% del budget, mentre allo shopping sarà destinato il 17,3%.

I motivi – La motivazione principale per la vacanza sarà il riposo e il relax (70,5%), seguito dal divertimento (40%). Il 23,9% degli italiani approfitterà di questa occasione per raggiungere la famiglia. Altri motivi che orientano la scelta della vacanza sono l’abitudine (22,5%) e la scoperta di posti nuovi (12,4%).

Le attività  – Durante questi giorni, le attività principali consisteranno in passeggiate (53,4%), escursioni e gite (37,3%), visita a monumenti (16,2%) e a musei o mostre (16,1%).

I motivi di chi non parte  – Tra gli individui intervistati che non andranno in vacanza, il 34,1% ha rivelato di non partire per motivi economici; il 24,6% per motivi familiari ed un altro 19,4% perché intende organizzare un viaggio in altro periodo.

Ponte del 2 Giugno, un piccolo grande esodo che vale 5 miliardi

Il presidente di Federalberghi: «Ci stiamo lasciando alle spalle la pandemia»

 «Dopo il periodo drammatico della pandemia, con l’angoscia del conflitto in Ucraina, la nostra gente ora ha voglia di evadere, di lasciarsi alle spalle la cupezza e il pessimismo che la diffusione del covid19 aveva generato negli animi di tutti», afferma il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, analizzando i risultati della ricerca.

«L’abbattimento seppure parziale delle restrizioni dettate dal Governo a causa della pandemia, rappresenta metaforicamente la caduta di un muro: quello dell’incertezza, della paura, dell’incognita – ha ripreso bocca  Ora si ha davvero la sensazione di poter riassaporare una vacanza con spensieratezza, o quanto meno una vacanza che abbia lo scopo terapeutico di riparare i danni causati dai lunghi e gravosi periodi di lockdown e sappia tenere lontana anche per poco la spirale delle preoccupazioni».

«I nostri concittadini dimostrano sempre più di avere tanta voglia d’Italia – prosegue Bocca – Nella maggioranza dei casi, a vincere sarà il turismo di prossimità: non solo si resterà nel proprio Paese, ma anche in località vicine alla propria regione di appartenenza. Leggo questo approccio come una nuova tendenza: ciò che è più facilmente accessibile è anche maggiormente godibile. Un concetto semplice di cui si era in parte perso il valore negli anni pre-pandemici. Il progetto di viaggio inoltre, è stato in questo caso potenziato dal fatto che la festività del 2 giugno cadrà nella giornata di giovedì».

Bernabò Bocca Ponte del 2 Giugno, un piccolo grande esodo che vale 5 miliardi

Bernabò Bocca

L’albergo torna a essere visto come un porto sicuro

L’albergo torna ad essere visto come un porto sicuro, questo anche grazie allo scrupolo ed alla meticolosità con cui nelle nostre imprese abbiamo applicato i protocolli sanitari. A sceglierlo come luogo del proprio soggiorno sarà il 23% degli intervistati, ottenendo il secondo posto rispetto alla casa di parenti o amici (31,2%).

«Sono sempre meno gli italiani che decideranno di restare a casa per paura del contagio – rivela Bocca – Questo è il segno che siamo sulla via della guarigione in tutti i sensi, e che il panico causato dalla pandemia anche a livello psicologico probabilmente sta rientrando del tutto».

«Resta il dramma di coloro che non partiranno per problemi economici (34%) – conclude il presidente di Federalberghi – L’impegno deve essere ecumenico. Noi faremo la nostra parte, ma politica e istituzioni dovranno tenere conto del fatto che la vacanza è un bene primario per tutti».

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