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Precari storici, Manzi (PD): “Riconoscere il servizio non basta, prove concorso differenti e percorsi abilitanti. Ecco come cambiare” [VIDEO]

Le elezioni del 25 settembre si avvicinano e i partiti politici sono alle prese con una campagna elettorale molto particolare, estiva e compressa visto il poco tempo a disposizione. Tra i temi al centro del confronto anche la scuola. Uno degli aspetti più dibattuti negli ultimi anni riguarda il precariato storico e la sua definitiva risoluzione.

Nel corso della video intervista a Irene Manzi, responsabile Scuola del Partito Democratico, in onda mercoledì 27 luglio su Orizzonte Scuola Tv, si è parlato anche di questo alla luce dei recenti interventi governativi: “In merito alla questione del precariato storico, nel PNRR, il bilancio è in chiaroscuro. Come Partito Democratico abbiamo cercato sia nel decreto legge e poi tramite gli emendamenti di cambiare la situazione. A differenza di altre forze politiche, noi, come Partito Democratico, abbiamo cercato di trovare una soluzione che riconoscesse il servizio prestato dai precari in questi anni”.

E ancora: “Il nostro obiettivo non è avere un sistema di precariato in eterno, ma fare in modo che il personale sia stabilizzato. Il fatto di aver previsto la partecipazione ai concorsi con modalità ‘semplificate’ è un elemento positivo. Potevano fare di più, ad esempio la prova riservata, durante la fase transitoria, fosse rappresentata da una lezione simulata. In realtà non è così e su questo siamo rimasti soli così come è accaduto per il concorso straordinario bis. Avevamo chiesto delle prove differenti, avevamo chiesto che gli idonei potessero partecipare ai percorsi abilitanti. Vogliamo continuare questo lavoro anche nella prossima legislatura”.

19:33 Precari con anni di servizio, come li assumiamo? Bastano le misure contenute nel PNRR? [CLICCA SUL MINUTO ESATTO PER RIVEDERE LA RISPOSTA ALLA DOMANDA]

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