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Provincia, quanta fatica per Robaldo assegnare le deleghe!

Per dirla con il Manzoni, sembra proprio che “queste deleghe non s’abbiano da assegnare”.

Stiamo parlando dell’Amministrazione provinciale di Cuneo, dove il neo presidente, Luca Robaldo, è ancora alla prese con la matassa delle deleghe ai consiglieri. Una matassa che si sta rivelando più difficile da dipanare del previsto, dal momento che il quadro politico che ha aveva portato alla sua elezione, nell’arco di un paio di settimane, ha subito due scossoni.

Il primo è stato il voto favorevole al suo programma da parte di buona parte del centrodestra (Forza Italia e Lega).

Il secondo, determinato dalle dimissioni dell’albese Rosanna Martini, a cui è subentrata in Consiglio provinciale Anna Maria Molinari, vicesindaco di Castelletto Uzzone. La Molinari, eletta con la lista civica di centrosinistra “La Nostra Provincia”, all’indomani del suo ingresso ha aderito ad Azione. Ergo, la lista “Granda in Azione” acquisisce un consigliere che va ad aggiungersi ai due precedenti, Pietro Danna e Vincenzo Pellegrino.

“La Nostra Provincia”, dal canto suo, perde un rappresentante scendendo da cinque a quattro consiglieri.

Morale: la maggioranza politica che aveva eletto Robaldo alla presidenza non esiste più e il governo della Provincia si avvia, ecumenicamente, verso un embrassons-nous che se non è una grosse koalition poco ci manca.

All’opposizione infatti soltanto resta Marco Bailo, sindaco di Magliano Alpi, espressione di Fratelli d’Italia nell’ambito della formazione “Ripartiamo dalla Granda”. L’unico, a questo punto, che sa già in partenza che non avrà deleghe.

      

Da qui la difficoltà di Robaldo a dirottare un traffico che si è fatto intenso e a placare gli appetiti di undici consiglieri che vorrebbero tutti deleghe importanti o, comunque, considerate maggiormente aderenti al territorio di riferimento di ciascuno.

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