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Residenze per anziani in difficoltà, Govone e Guarene casi emblematici: non c’è solo il caro bollette

C’è un aspetto sociale importante connaturato alle difficoltà in cui si trovano molte Case di Riposo dei nostri paesi in questo dopo – Covid: se faticano queste strutture, a catena sono nei guai le famiglie che hanno anziani non più in grado di gestirsi da soli. E non sono poche.

Siano RSA per non autosufficienti, oppure RA per coloro che hanno autonomia limitata, le strutture medio/ piccole sono per la maggior parte private e convenzionate con la sanità pubblica.

Numerose e generalmente ben gestite, offrono agli utenti non solo ambienti confortevoli, cure e rispetto della persona, ma anche la possibilità di mantenere il contatto con l’esterno, con il proprio ambiente, con la vita “del paese”.

Ne abbiamo parlato con Emilio Cantamessa, presidente e legale rappresentante della Residenza “SS. Carlo e Francesco” di Govone e Guarene, e con la direttrice delle due strutture la Dott.ssa Monica Tordella.

In effetti stiamo attraversando un periodo davvero difficile – ci racconta il presidente Cantamessa. – “A Govone ospitiamo 44 anziani non autosufficienti e attualmente solo 7 hanno la retta in convenzione: ciò significa che la maggior parte delle famiglie devono accollarsi l’intero costo del soggiorno e noi, con gli aumenti che ci sono stati negli ultimi tempi, dovremmo aumentare le rette per sopravvivere: per ora non l’abbiamo fatto, ma siamo preoccupati”.

Il problema è che l’ASL CN2 ha una “lista d’attesa” di ben 334 anziani che sono stati valutati, avrebbero diritto al contributo regionale pari al 50%, ma non essendoci fondi, aspettano.

Le commissioni che stabiliscono se un anziano può accedere alla convenzione valutano i parametri economici e sociali con un punteggio, e redigono una graduatoria.

Continua la direttrice Monica Tordella:

La graduatoria però si muove pochissimo, pertanto chi non può permetterselo è costretto a tenere il proprio famigliare a casa, con mille difficoltà. Ma non c’è solo questo…”

Il Covid ha quasi azzerato l’aiuto che queste strutture avevano dai volontari, che si occupavano di lavoretti nella manutenzione ordinaria, di tener compagnia agli anziani o di aiutarli nel momento dei pasti.

Inoltre sono diventate introvabili le figure professionali, OSS e infermieri soprattutto, che tendenzialmente preferiscono lavorare negli ospedali. E negli ultimi tempi, come non bastasse è arrivato il caro bollette.

Pensi che i nostri costi fissi sono più che raddoppiati. La spesa per il gas a Govone è passata da 21 a 51 mila euro annui nel 2022, con previsione 2023 di 70 mila. L’energia elettrica da 15 mila nel 2021 ai 36 mila di quest’anno. A Guarene gli aumenti sono percentualmente simili, solo un po’ minori perché è una struttura più piccola, in cui attualmente abbiamo 15 ospiti su 24 posti disponibili. Si capisce che sono aumenti che non ci fanno dormire la notte.”

Nelle due sedi della “SS. Carlo e Francesco” opera il personale della cooperativa novarese “Nuova assistenza”, che impiega a Govone un coordinatore, 12 OSS, 2 infermiere, 2 cuochi e 3 addetti alle pulizie. Ci sono poi le figure professionali di psicologo, fisioterapista e animatore. A Guarene le OSS sono 5, i cuochi e gli addetti alle pulizie 2, c’è sempre un infermiere, oltre ad un tuttofare.   

Il presidente Emilio Cantamessa cerca comunque di guardare al futuro con più ottimismo possibile: “Non è facile coordinare il personale e garantire un’assistenza, che in certi casi è un prolungamento di quella ospedaliera, con le poche prospettive di sblocco dei finanziamenti per le convenzioni. Siamo una comunità famigliare, chi lavora qui, lo fa con affetto nei confronti degli anziani. Riceviamo un grande aiuto dalla parrocchia, questo da sempre e ne siamo riconoscenti. Tuttavia potrebbe non bastarci più con i costi che aumentano ogni giorno. Se vogliamo rallegrarci di qualcosa, possiamo farlo sul versante delle vaccinazioni: la prima ondata di Covid 19 fu un trauma, ci costrinse a mesi di grandi sofferenze. Ad oggi tutti i nostri ospiti sono stati vaccinati e seguiti puntualmente dal servizio vaccinazioni dell’ASL CN2. Però dobbiamo superare ostacoli più minacciosi e per questo lanciamo un grido di aiuto. Prima o poi ciascuna famiglia può aver bisogno di una rete protettiva, socialmente umana, garantita dalle piccole case di riposo del Roero, della Langa, di tutto il territorio provinciale. Dobbiamo aver cura dei nostri anziani, ne va della nostra civiltà. Costringerci a chiudere i battenti sarebbe una sconfitta per tutti.”

Un’ultima curiosità.

Sia a Govone che a Guarene le degenti donne sono la maggioranza. Le più anziane? A Govone la signorina Clara Caglio ha già festeggiato i 101 anni, mentre a Guarene, Ferdinanda Del Piano ha compiuto 96 anni.

Auguri a tutte e due!

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