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Salvini incalza Draghi sulle ingerenze russe: «Parole gravi su pupazzi prezzolati, se sa parli e faccia nomi e cognomi»

Non si spegne la questione dei presunti finanziamenti russi ad alcuni partiti di Paesi esteri, nonostante Franco Gabrielli, autorità delegata alla sicurezza della Repubblica, abbia ribadito al Copasir che «l’Italia non è coinvolta». È stato Matteo Salvini, in un’intervista a Zona Bianca, a commentare le dichiarazioni di Mario Draghi nella conferenza stampa del 16 settembre: «Se sa parli. Se dice che c’è gente che è corrotta, che è pagata, pupazzi prezzolati… Io sono pagato dagli italiani, sono a processo in un tribunale italiano perché ho difeso i confini italiani da navi straniere, da clandestini stranieri. La Russia, il Giappone, la Francia, la Danimarca, io rispetto tutti però chiedo che gli italiani vengano rispettati. Sono parole gravi però. Se sa che qualcuno è corrotto da potenze straniere è gravissimo. Deve andare fino in fondo. Perché altrimenti che figura fa l’Italia?», ha affermato il leader della Lega. Poi, rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio, Salvini ha dichiarato: «Draghi, fai nomi e cognomi».


Nella stessa trasmissione in onda su Rete 4, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha invocato la costituzione di una commissione d’inchiesta. «Voglio sapere se qualcuno ha venduto l’Italia a Putin, se qualcuno ha messo davanti Putin al popolo italiano – ha detto il leader di Impegno civico, aggiungendo che – c’è un accordo fra la Lega e il partito Russia unita di Putin, mentre l’ambasciata russa voleva pagare il biglietto a Salvini per andare a Mosca». Riprendendo, invece, le parole di Draghi nella conferenza stampa susseguita al Consiglio dei ministri in cui è stato varato il decreto Aiuti ter, il presidente del Consiglio aveva sottolineato la «forza della democrazia italiana – che – non si fa battere dai nemici esterni, dai loro pupazzi prezzolati. Dobbiamo essere fiduciosi nella nostra democrazia, non bisogna avere timore di qualunque voce. È chiaro che negli ultimi 20 anni il governo russo, e questo risulta da amplissime ricostruzioni internazionali, ha effettuato una sistematica opera di corruzione nel settore degli affari, nel settore della stampa, nel settore della politica, in tanti settori in molti Paesi europei, così come negli Stati Uniti. Queste son cose note, quindi non c’è nulla di cui stupirsi».


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