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Se mangi a questo orario danneggi seriamente la memoria – Impronta Unika

A chi non è mai capitato di uscire dal supermercato e non ricordare dov’era parcheggiata l’auto? E di scordare per qualche secondo dove si è poggiato gli occhiali, le chiavi di casa o il cellulare? Potremmo continuare con molti altri esempi simili. Episodi come questi sono causati da un affaticamento cerebrale che coinvolge l’ippocampo, regione del cervello che svolge un ruolo importante nella formazione delle memorie.

Le cause di questi deficit di attenzione, scarsa memoria e difficoltà di concentrazione sono molteplici: ansie quotidiane, stress, stati depressivi, alimentazione scorretta, poca attività fisica, sono tutte concause che possono portare ad un deficit non solo fisico ma anche intellettivo.

Il momento in cui mangiamo ha numerosi effetti sul nostro corpo, poiché intervengono diversi organi e processi subito dopo il pranzo, la cena o la colazione.

Molti dei processi biologici del corpo sono governati dall’orologio interno del corpo, noto dal punto di vista medico come ritmo circadiano. Anche la minima interruzione della routine può spingere il nostro ciclo naturale fuori sincronia e gli effetti che ciò ha sul cervello stanno diventando sempre più chiari. Secondo alcuni studi, mangiare a tarda notte potrebbe compensare l’orologio interno del corpo e ostacolare la memoria a breve e lungo termine, ponendo le basi per la demenza

In effetti cenare troppo tardi rischia di innescare il processo digestivo ancor più tardi e dare un sonno tormentato, difficile e poco costante.

Le persone che sono abituate a mangiare ad orari poco consoni, hanno infatti maggiori probabilità di rimanere alzate fino a tardi e non dormire a un’ora naturale. Come riporta l’Express, “ciò può ridurre la plasticità sinaptica nel cervello, che è il processo fisiologico che consente all’organo di memorizzare nuove informazioni”.

Il più interessato dalle conseguenze dei pasti ad orari tardi è l’ippocampo: questa regione cerebrale ci consente di elaborare e recuperare due tipi di memoria, memoria dichiarativa e relazioni spaziali, vale a dire la memoria a lungo termine e la capacità di riconoscere nuovi oggetti. Secondo Science Daily , l’ippocampo gioca un ruolo fondamentale nella capacità del corpo di associare i sensi e le esperienze emotive alla memoria.

Durante un esperimento dei ricercatori del Semel Institute della David Geffen School of Medicine dell’Università della California, hanno valutato gli effetti del mangiare a tarda notte sulla memoria a breve e lungo termine.

“La memoria a lungo termine è stata drasticamente ridotta”, ha spiegato Science Daily, menzionando anche le difficoltà di riconoscere nuovi oggetti.

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