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Si ricomincia? | Musk ha licenziato anche la manager che decise di sospendere Trump da Twitter – Linkiesta.it

Subito dopo aver completato l’acquisizione di Twitter, Elon Musk ha licenziato Vijaya Gadde, la top manager che ebbe un ruolo decisivo nella sospensione permanente l’allora presidente degli Stati Uniti Donald Trump dal popolare social network.

Il fondatore di Tesla e Space X ha finalizzato l’acquisto della società tramite un accordo da 44 miliardi di dollari, annunciando l’operazione proprio su Twitter, scrivendo semplicemente «L’uccellino è libero». Tweet che ha incontrato la risposta del Commissario europeo per il Mercato interno, Thierry Breton: “In Europa, l’uccellino volerà secondo le nostre regole” ha replicato Breton, sempre sulla piattaforma.

Vijaya Gadde fa parte dei quattro alti dirigenti licenziati da Musk come primo atto da proprietario di Twitter: oltre a lei, infatti, sono stati allontanati l’amministratore delegato Paeag Agrawal, il direttore finanziario Ned Seagal e il consigliere generale Sean Edgett. Gadde era la responsabile degli affari legali e della sicurezza, ed era già stata attaccata da Musk per come aveva organizzato il lavoro dei moderatori sui contenuti postati.

Secondo un articolo del gennaio 2021 pubblicato dal Washington Post, Gadde era allora alla guida del team avente il compito di decidere o no di bannare Trump dalla piattaforma. Cosa che poi è effettivamente avvenuta meno di tre ore dopo la riunione, l’8 gennaio, a causa del “rischio di ulteriore incitamento alla violenza” dopo l’assalto a Capitol Hill.

Sebbene non sia chiaro se il licenziamento sia collegato a questo evento, è altrettanto noto che il nuovo «Chief Twit» (come Musk si definisce sul suo profilo) sia sempre stato contrario al ban dell’ormai ex presidente Trump. A maggio aveva detto di volerlo annullare, dichiarando come secondo lui fosse «un errore, perché ha alienato una larga parte del Paese, e non ha portato al silenziamento di Donald Trump». Posizione condivisa dall’ex Ceo di Twitter Jack Dorsey, che aveva scritto sempre sul social che «generalmente i ban permanenti sono un nostro fallimento e non funzionano».

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