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Stop al payback e certezza delle norme. Cosa chiede Farmindustria al governo Meloni

Marcello Cattani Farmindustria

Numeri, auspici e rilievi di Marcello Cattani, presidente di Farmindustria

Si è chiuso con un +10% rispetto all’anno precedente il bilancio del 2022 per il settore farmaceutico. A diramare il dato è Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, l’associazione che rappresenta più di 200 imprese farmaceutiche, nel corso di un incontro con la stampa. Non mancano le preoccupazioni, che vanno dalla storica carenza di investimenti in ricerca, alle incertezze generate dai mutamenti nella legislazione europea e quella nazionale.

LA PRODUZIONE SUPERA I 38 MILIARDI DI EURO

Nel 2022 il valore della produzione si avvia a superare “i 38 miliardi – sottolinea il presidente Cattani – con un grande traino dell’export con un +44%, con un saldo estero attivo per 6,7 miliardi di euro”. A queste cifre se ne aggiunge un’altra molto positiva: tra il 2015 e il 2021 il settore ha registrato un aumento dell’occupazione pari al 9%. Molti tra i nuovi impiegati sono giovani under 35 laureati nelle materie Stem,“ingegneri elettronici, ingegneri di processo biotecnologi, farmaco-economisti, data science manager, scrum master”, esperti sempre più difficili da reperire sul mercato.

FARMINDUSTRIA CHIEDE IL SUPERAMENTO DEL PAYBACK

Ma se le cifre parlano di un settore in fermento sono diverse le sfide che preoccupano le aziende del pharma. Prima di tutto il payback, il meccanismo, introdotto dalla finanziaria del 2007, che permette il finanziamento della spesa farmaceutica delle Regioni e consente il contenimento dei costi e del consumo dei farmaci. Il payback è da sempre contrastato dalle aziende farmaceutiche, perché si trasforma in un aggravio che grava sulle loro tasche. “Il payback è uno strumento superato – ha detto il presidente Cattani -. Una tassazione da 1,3 mld che pesa sui nostri conti ed è diventato di fatto in questi anni uno strumento di finanziamento delle Regioni, che incide sul 13,5% delle vendite. Anche su questo abbiamo avviato un dialogo con il governo. C’è sensibilità ma la coperta è corta. Il contesto nel quale si trova a operare il governo non è florido”. Il presidente di Farmindustria, inoltre, ha chiesto di snellire “i tempi di accesso ai nuovi farmaci”, al fine di migliorare l’accesso alle cure più innovative dei cittadini. “Abbiamo bisogno di riforme, dunque via il payback e via le logiche di taglio dei prezzi per i farmaci e più logiche di valorizzazione del settore a livello centrale e regionale: questi sono i nodi da sciogliere per dare più salute ai cittadini e più sviluppo economico industriale al Paese”, ha aggiunto.

LA RIFORMA DELL’AUTONOMIA DIFFERENZIATA: 20 PICCOLI STATI?

Il progetto di riforma sull’autonomia differenziata preoccupa Farmindustria. Il timore è quello di ritrovarsi con 20 impianti normativi differenti e una gestione della spesa farmaceutica a macchia di leopardo che metterebbe a repentaglio “l’equità tra i cittadini”.

LE PREOCCUPAZIONI DI FARMINDUSTRIA PER LA NORMATIVA EUROPEA SUL PACKAGING WASTE

Non fa dormire sonni tranquilli alle aziende farmaceutiche la normativa europea sul packaging waste. “Legge assurda nella sostanza, che forse rivela un certo sentimento antindustriale, e che vorrebbe passare dal riciclo al riuso del packaging che non tiene conto dei costi abnormi che questo cambio di rotta chiederebbe – ha detto il presidente Cattani -. I nostri associati stanno facendo investimenti sui macchinari e deve essere chiaro quali sono necessari”. La richiesta di Farmindustria è quella di lasciare le cose così come sono ora. “Chiediamo di mantenere la legislazione attuale, tra l’altro l’Italia è uno dei paesi leader nel riciclo. Ma su questi temi sono arrivate risposte forti da parte dell’Italia, di Confindustria e del governo. Ora attendiamo il nuovo pacchetto di misure, previste per marzo, con più ottimismo”.

PREZZI DEI FARMACI E RISCHIO DI MERCATO PARALLELO

Nel nostro paese il prezzo dei farmaci è tra i più bassi d’Europa. Questo può essere un problema perché “i bassi costi creano il rischio di un export parallelo dei farmaci che potrebbe portare ad una effettiva carenza a livello nazionale”. Il presidente Cattani ci tiene a sottolineare che a oggi non c’è evidenza dell’esistenza di un mercato parallelo ma il futuro è incerto.

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