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Strage del Mottarone: fune corrosa e mancati controlli all’origine della caduta

“Progressivo invecchiamento dovuto a fenomeni di corrosione, fatica e dissesti o torsione non adeguatamente monitorati”. È quanto si legge nella relazione intermedia di Digifema (Direzione generale per le investigazioni ferroviarie e marittime), dove si parla anche di “inadeguata formazione del personale” e carenze di organizzazione e manutenzione.

Sono stati scoperti infatti registri firmati in bianco, controlli che non venivano eseguiti, personale insufficiente per eseguire tutte le operazioni necessarie e anche poco formato: “approccio al lavoro approssimativo, consuetudinario e deresponsabilizzato, con scarsa conoscenza della missione da svolgere; orario di lavoro e condizioni correlate: superficialità e fretta per sovrapposizione di funzioni da eseguire determinati anche dai turni di lavoro; mancanza di acquisizione della competenza professionale: formazione limitata a un breve addestramento pratico; mancanza di istruzioni operative semplici ed efficaci: le verifiche e i controlli di spettanza sono eseguiti sul ricordo degli affiancamenti” si legge nella relazione della commissione d’inchiesta.

Tutto questo sarebbe all’origine della rottura della fune traente della funivia del Mottarone, precipitata il 23 maggio 2021 provocando 14 morti e il ferimento del piccolo Eitan, unico superstite della tragedia.





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