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Torino Spiritualità riflette sulla pelle – Quotidiano Piemontese

Dal 29 settembre al 2 ottobre torna Torino Spiritualità, quattro giorni di lezioni, dialoghi, letture e meditazioni al Circolo dei lettori e nel cuore della città, per riflettere insieme confrontando coscienze, culture e religioni. La XVIII edizione riflette sul concetto di Pelle, “superficie profonda” dell’essere umano che, mentre nasconde, interroga il mistero tangibile che ognuno di noi rappresenta. Nel confronto di coscienze, culture e fedi, Torino Spiritualità torna a innescare una riflessione sul significato del nostro tempo e del nostro essere in luoghi di incontro e culto, spazi museali, della cultura e dello spettacolo del capoluogo piemontese. L’immagine scelta per quest’anno, un’antica roccia lavica segnata dalle tracce di un contatto tanto imprevedibile quanto poetico, allude proprio all’infinita ricchezza di incontri di cui la nostra pelle è testimone: alcuni effimeri, altri invece durevoli come fiori cristallizzati per sempre nella pietra. Impronte e ornamenti che ogni vita è destinata a conoscere.

“Dedicare l’edizione alla nostra epidermide significa darsi orizzonti grandi da indagare: la pelle da proteggere e la pelle ferita, la pelle perfetta che non ne vuole sapere di invecchiare, la pelle sottile, spessa, coperta, impudica, quella specchiante degli ausili touch, quella che cambia, la pelle uguale, la pelle diversa, quella su cui il mondo viene a incontrarci, la pelle con cui andiamo in cerca di Dio. Un’esplorazione intima e collettiva che siamo ansiosi di condividere con il pubblico di Torino Spiritualità”, commenta Armando Buonaiuto, curatore di Torino Spiritualità.

“Torino Spiritualità ritorna ad animare la città con un tema che è la sintesi perfetta di ciò che siamo – un insieme indissolubile di interiorità e apparenza, di vita dentro e fuori di noi. La pelle non è solo l’organo più vasto, anzi sconfinato che abbiamo: è anche la frontiera che ci separa e ci unisce al mondo. Quest’anno il festival – che diventa maggiorenne! – esplorerà la inesauribile complessità dell’esistenza attraverso la pelle e gli straordinari spunti che questa “superficie profonda” offre” ragiona sul tema Elena Loewenthal, direttore della Fondazione Circolo dei lettori.

Sottile e al tempo stesso radicata e profonda, la pelle è la mappa visibile della nostra esistenza, l’archivio di miliardi di storie uniche e individuali. Proprio a partire da questa nostra superficie individuale, indice di chi siamo e dove terminiamo, soglia e luogo del contatto con gli altri e con la realtà, ragionano scrittori, filosofi, protagonisti delle arti e del pensiero contemporaneo.

A inaugurare il festival sono l’ex calciatore campione del mondo e attivista contro il razzismo Lilian Thuram e il sacerdote missionario Alex Zanotelli, in un dialogo su pelle e stereotipi a partire da Il pensiero bianco (ADD editore) moderato dalla giornalista di Internazionale Annalisa Camilli. Evento speciale è l’incontro con Orhan Pamuk, Premio Nobel per la letteratura, che in conversazione con Elena Loewenthal, racconta Le notti della peste, nuovo romanzo edito da Einaudi: è il 1901 quando nell’immaginaria isola di Mingher la peste dilaga, scivolando oltre la pelle per avvelenare le coscienze. Al festival arriva anche il Premio Pulitzer 2022 Joshua Cohen, in Italia per l’uscita de “I Netanyahu”, il romanzo che gli è valso il prestigioso premio, edito da Codice Edizioni. Uscire dalla propria pelle per dare fisicità e pulsioni a quella di altri esseri umani è il lavoro dell’attore; è il punto dal quale partirà Fabrizio Gifuni in Cambiare Pelle. L’arte dell’attore, in conversazione con Maria Paola Pierini, docente al Dams di Torino e storica del cinema. Figli ≠ genitori è un confronto su quando genitori e figli non si riconoscono gli uni nel viso degli altri, ma più nell’intimità: una conversazione sulla società e i suoi stereotipi tra figli e genitori di coppie miste, genitori affidatari o adottivi con Luciana Littizzetto, il cantautore Niccolò Agliardi, la scrittrice Sabrina Efionayi, la giornalista Elena Goretti, condotto dallo speaker radiofonico Matteo Caccia e dalla ballerina e performer Lidia Carew, in collaborazione con Associazione Lidia Dice. Nella giornata di apertura il neurobiologo Stefano Mancuso interviene con una lezione sull’epidermide vegetale: la pelle della terra (l’evento è già esaurito), mentre lo scrittore Paolo Nori racconta l’esperienza della sua ustione. Senza pelle è il titolo del dialogo tra il teologo Vito Mancuso e l’artista e attore teatrale Alessandro Bergonzoni, moderato da Armando Buonaiuto; di pelle, corpi e letteratura conversano gli scrittori Nicola Lagioia e Valeria Parrella. Sull’epidermide e il suo legame con la vulnerabilità ragiona lo psicanalista e saggista Massimo Recalcati, mentre lo scrittore olandese Jan Brokken riflette insieme allo storico Carlo Greppi sul tema I Giusti. Salvare la pelle degli altri. Di bellezza, canoni di conformità estetica e perfezione dell’incarnato ragiona la filosofa Maura Gancitano. Nella giornata conclusiva il monaco Enzo Bianchi discute con la fondatrice di Torino Spiritualità Antonella Parigi, la monaca induista Svamini Hamsananda Giri e la monaca zen Elena Seishin Viviani dei nessi tra corpo e spiritualità e della loro evoluzione in questi 18 anni di festival. Di stereotipi e immaginario sociale parlano anche il linguista Federico Faloppa, nella lezione Sbiancare un etiope e la scrittrice Ubah Cristina Ali Farah, che nel dialogo Sempre e solo brava gente? si confronta con lo storico Francesco Filippi sulla nostra memoria coloniale. Di come l’epidermide sia stata rappresentata nella storia dell’arte parla Vittorio Sgarbi in una lectio magistralis; sulle arti visive ragiona anche Oliviero Toscani, fotografo che ha cambiato per sempre l’immaginario pubblicitario, disegnando i punti cardinali di un Atlante fotografico della razza umana, insieme a Luca Beatrice. Il teologo e sacerdote Luigi Maria Epicoco riflette sul rapporto tra pelle e interiorità nella lezione La pelle dell’anima (evento già esaurito), mentre nell’intervento Una carezza sul mondo l’etologo Roberto Marchesini esplora la dimensione tattile della cura mettendo a confronto gli umani e gli animali. Di vite spese a prendersi cura della pelle degli altri e dell’esperienza della nave da salvataggio ResQ People discutono Cecilia Strada e l’ex magistrato e saggista Gherardo Colombo, in dialogo con Armando Buonaiuto, in collaborazione con il Festival delle Migrazioni. Cosa significhi entrare Nella pelle degli altri per raccontarla è l’incipit della riflessione dello scrittore e reporter olandese Frank Westerman, in dialogo con l’antropologo Marco Aime. Il neuroscienziato Giorgio Vallortigara, invece, risponde alla domanda Perché non possiamo farci il solletico da soli? nella lezione dedicata a indagare i confini del sé, mentre di social network e dei loro effetti sulla percezione dei nostri corpi conversano gli scrittori Vincenzo Latronico e Irene Graziosi, la content creator Petunia Ollister e la saggista Elisa Cuter.

Il festival ha un’anteprima itinerante nel weekend che precede l’evento in città: dopo gli appuntamenti dell’estate tornano le camminate spirituali di Torino Spiritualità con La natura in punta di piedi, due itinerari per camminare con passo leggero sulla superficie della terra. Sabato 24 settembre il sacerdote e scrittore Paolo Scquizzato e le letture di Daniela Falconi accompagnano Camminare è la gioia. Ricordando Thich Nhat Hanh, un itinerario immersi nella biodiversità della Riserva naturale di Fondotoce, in collaborazione con il festival LetterAltura di Verbania. Domenica 25 settembre gli stessi Paolo Scquizzato e Daniela Falconi, questa volta a Ostana (Cuneo) e in collaborazione con Viso a Viso Cooperativa di Comunità, conducono Donne per la Terra. Come il femminile ascolta l’ambiente: ascoltando le parole e i testi di alcune donne che si sono spese per la tutela dell’ambiente, una camminata tra sentieri e borgate per avvicinarsi alla madre ferita che ci ospita e nutre.

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