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Tutte le mosse anti-Biden di Arabia Saudita e Russia

Come si muovono Arabia Saudita e Russia su diversi dossier. L’articolo di Giuseppe Gagliano

Il viaggio recentemente fatto dal presidente degli Stati Uniti in Arabia Saudita non è stato un successo sia in relazione alla politica energetica di carattere globale sia in relazione al caso Khashoggi.

Partiamo dall’ultima questione. Nonostante la ampia e dettagliata documentazione fornita dei servizi di sicurezza americani, non ci sarà nessun imputazione né ufficiale né ufficiosa nei confronti di bin Salman, come era d’altra parte ampiamente prevedibile.

Per quanto riguarda le richieste fatta da Biden in relazione alla politica energetica, l’aumento della produzione del petrolio che è stato deciso dall’OPEC+, di 100.000 barili al giorno, è di scarsissimo significato perché percentualmente corrisponde a circa lo 0,1%. Questo significa che le richieste fatte dal presidente Biden non sono state prese in effettiva considerazione, nonostante l’inflazione americana sia altissima.

La decisione presa dal paese arabo dipende anche dal fatto che esistono legami strettissimi con la Russia che non possono essere compromessi, nonostante l’attuale guerra in corso. Anche l’approvazione fatta dal Congresso americano per la vendita di sistemi missilistici difensivi sia per gli Emirati Arabi Uniti che per l’Arabia Saudita di circa 5,3 miliardi di dollari difficilmente potrà cambiare le scelte fatte da bin Salman.

Quanto pesi la Russia a livello sia di politiche energetiche sia a livello di scelte internazionali lo evince anche da un altro fatto ancora più esplicito, e questa volta relativo ai rapporti con Israele in relazione alla questione siriana. Le scelte ambigue poste in essere da Israele in relazione alla guerra tra la Russia e l’Ucraina – scelte ambigue dettate dall’alleanza con gli Stati Uniti – potrebbero indurre la Russia ad agevolare la Siria.

Vediamo di entrare nel dettaglio. Il fatto che il viceministro degli Affari esteri russo Mikhail Bogdanov abbia avuto una franca discussione con Alexander Ben Zvi sulla chiusura dell’Agenzia ebraica non solo dimostra il deterioramento delle relazioni tra Russia e Israele, ma potrebbe modificare il meccanismo di “deconflitto” applicato da Russia e Israele in Siria dal 2015, che ha permesso a Israele di condurre attacchi in Siria.

E potrebbe compromettere le azioni militari israeliani. Non dobbiamo dimenticare infatti che lo spazio siriano è sotto lo stretto controllo russo, e che di conseguenza il margine di manovra posto in essere dalle forze di difesa israeliane dipende dalle decisioni russe . Se la Russia decidesse di cambiare postura, ciò potrebbe consentire al regime siriano di attivare il sistema antimissile S-300 consegnato proprio dalla Russia alla Siria; sistema, questo, che se venisse attivato sarebbe in grado di eliminare gli aerei israeliani.

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