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Un medico astigiano è stato arrestato per il rilascio di false certificazioni green pass

Questa mattina i finanzieri del Comando Provincia di Asti hanno tratto in arresto – con la gravissima accusa di aver predisposto, nel periodo compreso tra ottobre e dicembre scorso, oltre 1.400 false certificazioni green pass di baseun medico di base. Per una farmacista, che avrebbe cooperato con il professionista arrestato rilasciando copie copie cartacee dei suddetti certificati, è stato invece disposto il divieto di esercizio della professione.

Il medico, cancellatosi dall’albo professionale, è stato raggiunto da un’ordinanza cautelare ai domiciliari e dovrà rispondere di falso ideologico e materiale. Contestualmente, risultano indagate altre 35 persone, che avrebbero usufruito dei predetti certificati senza aver mai effettuato il tampone oro-faringeo necessario per attestare il mancato contagio da covid 19. L’inchiesta ha portato anche al sequestro di 21.000 euro, quale compenso illecito percepito dal medico per rilasciare le certificazioni.

LA DINAMICA DEL REATO

Stando a quanto appurato dai finanzieri, operanti sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Asti, il medico indagato, utilizzando le credenziali di accesso al sistema informatico dell’ASL di Asti fornitegli volontariamente da due colleghi, avrebbe effettuato 1.404 tamponi a nome di altri medici, integrandosi così l’ipotesi di cui all’art. 476 c.p. (falso materiale). Il medesimo professionista avrebbe altresì certificato l’effettuazione di 250 tamponi, senza averli mai effettivamente eseguiti, in favore di 35 soggetti, tutti indagati per falso ideologico unitamente al medico e con la cooperazione attiva di una farmacista il cui compito era consegnare green pass base falsi dietro compenso. Il guadagno illecito accertato dalla Finanza ammonta a 21.120 euro complessivi.

L’ATTIVITA’ D’INDAGINE

L’operazione è scaturita dall’esito di alcuni controlli sull’obbligo del possesso del green pass, operati nell’inverno scorso dalle Fiamme gialle astigiane nei confronti di alcune lavoratrici/figuranti in un locale di intrattenimento cittadino.

Allo stato delle emergenze investigative sinora acquisite, e fatte salve le successive valutazioni di merito, l’esecuzione di tale attività di polizia giudiziaria e di polizia economico-finanziaria conferma il costante impegno della Guardia di Finanza al contrasto delle frodi, con il continuo coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, per la tutela del bilancio pubblico nonché della sicurezza e salute della collettività ed il recupero dei proventi di natura illecita.

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